«Chi ha lanciato la molotov verrà catturato e pagherà»

L’attacco ai carabinieri di Chiesa in Valmalenco. Il colonnello Piras: «Un atto vile»

Sono in corso le indagini dei Carabinieri del Comando provinciale di Sondrio tese a fare piena luce su quanto accaduto nella notte fra sabato e domenica scorsi quanto, all’1.30, ignoti hanno lanciato una bottiglia incendiaria contro le auto private dei militari parcheggiate negli spazi loro dedicati di via Squadrani, adiacenti alla caserma.

«Un gesto inqualificabile, vile e intimidatorio - dichiara il colonnello Marco Piras, comandante provinciale dell’Arma - indirizzato contro la Stazione di Chiesa, ma, probabilmente, contro tutta l’Arma. Anche se voglio dire subito che non ha assolutamente colto nel segno, perché chi ha voluto lanciare la bottiglia incendiaria contro le auto dei militari non ha intimidito nessuno.

I Carabinieri sono del tutto tranquilli, sia perché non si fanno intimidire da questo genere di cose, peraltro pessime, un gesto gravissimo, sia perché sono sereni e convinti di quanto fanno tutti i giorni. Sono convinti di non aver fatto nulla che possa aver seriamente compromesso la fiducia nei confronti di alcuno, per cui continueranno a garantire, come hanno sempre fatto, il loro servizio quotidiano».

Nella giornata di lunedì, poi, gli attestati di vicinanza e di solidarietà all’Arma per quanto accaduto a Chiesa sono piovuti da ogni dove e molto gradita, dal colonnello Piras, è stata la visita alla Stazione di Chiesa da parte di Roberto Bolognesi, prefetto di Sondrio.

«Lo ringrazio molto per questo gesto che ha un grande significato per l’Arma - dice il comandante provinciale -, così come ringrazio tutti coloro che ci hanno inviato messaggi di solidarietà stigmatizzando l’accaduto. Mi ha fatto molto piacere leggere anche le parole della sindaca di Chiesa, Renata Petrella, località di montagna dove tutti si conoscono e dove, come altrove, non è mai successo nulla che potesse incrinare la fiducia dei cittadini nell’Arma».

Come detto i Carabinieri stanno investigando a tutto campo per arrivare all’autore o agli autori del misfatto che ha avuto come conseguenza la distruzione dell’auto privata di un militare, vent’anni appena e giunto da pochissimo in Valmalenco. Oltre ad aver danneggiato, in modo, però, più lieve, anche la vettura di un collega parcheggiata lì vicino. Sono tre i posti auto che il Comune di Chiesa ha riservato ai Carabinieri e proprio quelli sono stati colpiti, per questo, l’Arma ritiene che non siano dubbi sul fatto che si volesse colpire proprio la medesima.

«Noi ci auguriamo che si tratti del gesto singolo di un qualche squilibrato, una persona che per qualche motivo portava rancore nei confronti dei Carabinieri. Ci auguriamo che la questione non abbia matrici diverse, comunque, stiamo facendo accertamenti approfonditi perché non si può escludere nulla. Muoversi in questo modo nei confronti dei Carabinieri che rappresentano, per quello che fanno, lo Stato, è una cosa gravissima. Sono convinto che risaliremo all’autore del gesto il quale, quando sarà chiamato a rispondere di quanto fatto, sarà giudicato dallo Stato, che rappresentiamo come forza di Polizia, con metodi civili, molto diversi da quelli da lui utilizzati nei nostri confronti».

Un messaggio chiaro quello del colonnello Piras. Ora si tratta di attendere gli esiti di indagine per capire chi c’è dietro questo attentato del tutto inusuale un territorio come quello valtellinese.

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