Anche la Valtellina protesta al Brennero

Difesa del made in Italy, anche la Coldiretti di Sondrio al presidio del Brennero.

Ci sono anche gli agricoltori valtellinesi tra i 10mila provenienti da tutta Italia che tra ieri e oggi hanno dato vita alla mobilitazione «a difesa del vero agroalimentare italiano e della salute dei nostri consumatori» come ricorda Sandro Bambini, presidente di Coldiretti Sondrio a capo della delegazione sondriese.

Grazie alle operazioni delle forze dell’ordine in questi due giorni sarà verificato il contenuto di Tir, camion frigo e autobotti. Già ieri nel corso dei controlli, sono stati intercettati, tra cosce di prosciutto danesi dirette a Modena e uva indiana diretta in Piemonte, anche oltre 23mila chili di grano tenero di provenienza straniera diretto nel Nord Lombardia.

«Abbiamo raggiunto questo valico-simbolo per dire basta alla concorrenza sleale - sottolinea il presidente Bambini - che avviene con l’ingresso di prodotti che non rispettano le stesse norme sanitarie, ambientali, etiche previste in Ue e in Italia. Con questa iniziativa chiediamo alle istituzioni e al nuovo parlamento europeo di tutelare maggiormente i coltivatori e i consumatori europei ed italiani. Chiediamo la reciprocità. Gli obblighi che vengono imposti ai produttori italiani devono valere anche per chi vuole vendere nel mercato europeo».

Secondo un’indagine Coldiretti/Ixè diffusa al Brennero, oltre 8 cittadini su 10 anche nelle nostre province chiedono lo stop alle importazioni di prodotti agroalimentari che non rispettano le stesse regole di quelli italiani in materia di sicurezza alimentare, ambientale e di tutela del lavoro. Dal Brennero parte la grande mobilitazione della Coldiretti per una proposta di legge europea di iniziativa popolare sulla trasparenza di quanto portiamo in tavola: obiettivo un milione di firme, per dire basta ai cibi importati e camuffati come italiani e difendere la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori, estendendo l’obbligo dell’indicazione di origine in etichetta a tutti i prodotti alimentari in commercio nell’Ue. La campagna potrà essere sostenuta firmando in tutti i mercati contadini di Campagna Amica e negli uffici Coldiretti e sarà promossa anche sui social media con l’hashtag #nofakeinitaly. «La raccolta firme - spiega Coldiretti - punta anche a mettere in trasparenza quei prodotti che sono ancora oggi anonimi e che rappresentano circa un quinto della spesa degli italiani: dal pane ai legumi in scatola, dalle marmellate ai sottoli, fino a ortaggi e frutta di IV Gamma, carne di coniglio e cavallo. Restano poi anonime le portate sui menu dei ristoranti».

Coldiretti chiede anche maggiori controlli per bloccare le truffe a tavola: basti pensare ai recenti casi di patate straniere vendute come italiane o dei falsi carciofi brindisini di provenienza africana, o dell’olio di semi venduto ai ristoranti romani come extravergine. La mobilitazione rappresenta anche una risposta all’attacco arrivato dalla Corte dei conti Ue nell’audit concluso lo scorso dicembre in merito ai decreti italiani sull’etichettatura d’origine per pasta, riso, derivati del pomodoro, latte e formaggi, salumi, considerate ostacoli al libero commercio nonostante l’elevato e legittimo interesse dei consumatori a conoscere l’origine della materia prima di quanto mette nel piatto.

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