La protesta dei trattori in corteo fino a Sondrio

Sfilata nella mattinata di domenica da Fusine al capoluogo valtellinese. «Lasciateci lavorare»

«Lasciateci lavorare....solo quello». È l’appello lanciato dai promotori del presidio dei trattori della Valtellina e dell’Alto Lario che fa capo al Coordinamento nazionale riscatto agricolo e che, fra ieri e oggi, è tornato a mobilitarsi facendo perno, stavolta, non su Piantedo, come a fine gennaio, ma su Fusine. Sabato, infatti, gli agricoltori si sono radunati nello spiazzo comunale situato nei pressi del campo sportivo della località orobica, da cui, questa mattina, sono partiti in corteo verso Sondrio.

Una cinquantina di trattori, scortati dalle forze dell’ordine, si sono messi in marcia risalendo tutta la pedemontana orobica fino al capoluogo, passando per Cedrasco, Caiolo, ed Albosaggia e sbucando in via Vanoni, la principale arteria d’accesso alla città. Da lì sono transitati in via Tonale, e, poi, su, per le vie Fiume, Sauro, Mazzini, Adua, Stadio, Ventina e Aldo Moro fino a riprendere via Vanoni e rientrare alla base. Come era accaduto la prima volta, durante il corteo di inizio febbraio da Piantedo a Forcola, il tutto è avvenuto senza tensioni, anzi, riscuotendo il plauso dei cittadini.

«Ringraziamo le forze dell’ordine che ci hanno supportato in tutto - dicono gli agricoltori - l’amministrazione di Fusine che ci ha concesso lo spiazzo di sua proprietà per il presidio e il sindaco di Sondrio che ci ha dato l’autorizzazione ad entrare in città. Stiamo a vedere ora se qualcosa si smuove a livello governativo e delle associazioni di categoria, altrimenti penseremo ad altre azioni dimostrative, perché non vogliamo assistenzialismo, ma il giusto compenso per il nostro lavoro, questa è la prima cosa».

Alle 13 i trattori sono rientrati a Fusine dove sono rimasti fino al tardo pomeriggio per rientrare, poi, alle proprie aziende.

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