Area ex Safilo di Vercurago. Scatta la bonifica

Potrebbe partire nel giro di qualche mese la bonifica dell’ex area Safilo di Vercurago. Dopo l’autorizzazione al progetto rilasciata a fine dicembre dall’ufficio tecnico comunale, la palla passa a Regione Lombardia e ad Aria Spa, che dovrà eseguire l’intervento. Per finanziarlo ci sono oltre 8 milioni del PNRR a cui si aggiunge un milione e 182 mila euro di fondi regionali. Complessivamente, i finanziamenti arrivano a 9.260.291.

Nel giro di qualche mese, sarà approvata la delibera regionale riguardante lo schema di accordo di programma tra Ministero e Regione per l’assegnazione dei fondi a singoli “siti orfani”, come è quello di Vercurago. Il progetto per l’ex Safilo dovrebbe costare poco più di 7 milioni di euro. Tuttavia, si potrà conoscere la cifra finale solo dopo l’aggiudicazione della gara d’appalto. Stando a al cronoprogramma, dovremmo quasi esserci. Entro qualche mese, Regione Lombardia organizzerà la gara e subito dopo i lavori partiranno. Il sottosegretario Mauro Piazza comunica che il Pirellone «ha stanziato risorse per interventi di bonifica per il nostro territorio che caratterizzerà le politiche ambientali e di rigenerazione urbana».

Risorse che s’aggiungono «a quelle previste dal PNRR che permetteranno di bonificare l’area ex Safilo di Vercurago, un’area potenzialmente contaminata nella provincia di Lecco», precisa Piazza. Decenni fa, su quell’area di oltre 40 mila metri quadrati veniva svolta attività industriale per la produzione di acceleranti per la vulcanizzazione della gomma e di manufatti in cemento amianto. «L’inquinamento del sito - ricorda Piazza - riguarda i suoli, in particolare per la presenza di idrocarburi, metalli, PCB e amianto. L’intervento di bonifica, previa analisi di rischio, prevede la rimozione di hot-spot e la messa in sicurezza permanente dell’area attraverso la messa in opera di un capping di segregazione per l’area con presenza di rifiuti e la messa in sicurezza permanente della restante area attraverso l’impermeabilizzazione delle superfici. È inoltre previsto il monitoraggio delle acque di falda al fine di valutare lo stato qualitativo della stessa». Più che una vera e propria bonifica, l’intervento sarà, come si legge nel progetto, una «messa in sicurezza permanente». Tutta l’area è stata suddivisa in zone. Per una si prevede la messa in sicurezza con la realizzazione di un pacchetto impermeabilizzante e riporto di terreno. Sarà mantenuto in piedi anche l’edificio che potrà essere impiegato come vasca per la dispersione delle acque meteoriche. Per una seconda area è previsto il ripristino delle solette delle pavimentazioni degli edifici demoliti. Saranno ricoperte con solette in calcestruzzo le zone dove si trovano rifiuti pericolosi. Per altre due aree è prevista la copertura con un pacchetto di terreno. Gli edifici fatiscenti potranno essere demoliti mentre gli altri resteranno in piedi ma dovrà essere rifatta la pavimentazione.

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