Lunedì 06 Maggio 2013

L'Imu sì o no? L'importante è ridare lavoro

Letta ha in agenda provvedimenti ormai a tutti noti. Ha aggiunto di voler recuperare decenza e sobrietà. Se dovesse realizzare il 10% del promesso, gli italiani sarebbero fuori dalla crisi alla grande. Tanto chiasso sulla sospensione dell'Imu, ma sappiamo che ce la spalmeranno sull'addizionale regionale, su bolli e tasse fisse, sui conti correnti eccetera. Negli ultimi vent'anni la pressione fiscale è sempre aumentata, quindi che si chiami Imu, Ici, Irap, Tares o Mariuccia la sostanza non cambia. Intanto i 5 Stelle in Lombardia si sono ridotti l'indennità a 5 mila euro, se questa è demagogia ben venga.

Gianfranco Longhi
Sobrietà e decenza le pretendiamo dai fatti oltre che dalle parole. Letta da applausi per i proponimenti, vedremo se anche per le opere. Il governo avrà problemi d'equilibrio politico, la presa di distanze s'è già iniziata sui diversi fronti della larga intesa. Quanto all'Imu, la gran corsa a volerla abolire senza indicare l'introito alternativo per i comuni, è una sprintata con i gomiti demagogico-elettorali. L'emergenza numero uno è creare lavoro, non restituire qualche decina o centinaia di euro. Anche perché quel che ci verrà dato con una mano, ci verrà tolto con l'altra. Significativo l'appello dei sindaci: non lasciateci senza finanziamenti, trovate altre risorse da girarci altrimenti dovremo chiudere la bottega municipale. Perciò sarebbe meglio lasciar perdere intenti più che altro simbolici e prendere misure più che altro concrete. A proposito di concretezza: elogio da sottoscrivere per i 5 Stelle lombardi. Qualcuno, in tema di sobrietà e decenza, non si sente in dovere d'imitarli?

Max Lodi

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