Il “signor Foscagno” che rese Livigno raggiungibile d’inverno
La spedizione partita da Semogo il 22 novembre 1952 : il 26 la strada tra la neve arrivava fino a Livigno

Il “signor Foscagno” che rese Livigno raggiungibile d’inverno

Venticinque anni fa moriva Rocco Silvestri. Con la sua tenacia nel 1952 ottenne il “sì” dal Genio Civile per tenere aperto il Passo durante tutto l’anno

Nei giorni scorsi, il 16 agosto, ricorreva il venticinquesimo anniversario della scomparsa di Rocco Silvestri, l’imprenditore che cambiò la storia di Livigno tenendo aperto dal 1952 il Passo del Foscagno per tutto l’anno, togliendo Livigno dall’isolamento che durava cinque mesi l’anno e facendo nascere il turismo.

Il 26 novembre del 1952 Rocco e suoi operai raggiunsero Livigno dopo aver pulito la strada da Semogo, quasi un regalo di compleanno per Rocco che era nato il 28 novembre. «Le campane suonavano a festa come se Livigno fosse stato tolto da un pauroso assedio» dichiarò ai giornali Rocco. Già nel 1950 Silvestri fece domanda al Genio Civile di Sondrio per farsi affidare la manutenzione della strada da Bormio a Livigno proponendo di tenere aperto il passo del Foscagno tutto l’anno. La proposta fu respinta perché il Genio Civile riteneva impossibile tenere aperto il passo durante l’inverno. Ma Rocco Silvestri, che conosceva come pochi il Foscagno per averlo percorso con i cavalli in estate e con le slitte in inverno era convinto della bontà della sua idea e non si diede per vinto ritornando alla carica.

Nel 1952 nonostante il parere contrario degli anziani del paese che consideravano l’impresa troppo rischiosa, con l’aiuto dell’ingegnere milanese Ginavittorio Vittadini, che successivamente sarebbe diventato sindaco di Livigno, Rocco ripropose la domanda di manutenzione sia estiva che invernale. Questa volta il Genio Civile rispose positivamente, ma con un’indicazione ben precisa. Silvestri poteva tenere aperto il Foscagno «ma a suo rischio e pericolo».

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