Viaggio in Ucraina
per recuperare
mamma e figli

Chiavenna Quattro volontari in auto al confine slovacco Percorsi 2.600 km per portare in valle una famigliola

Viaggio in Ucraina per recuperare mamma e figli
I volontari Tre Valli al confine tra Slovacchia e Ucraina, dove hanno recuperato una mamma con i due figli

È il primo “viaggio della speranza” partito dalla provincia di Sondrio verso il confine slovacco-ucraino, quello intrapreso giovedì alle 20, da quattro componenti dei “Volontari Tre Valli”, gruppo attivo nel soccorso sanitario, e non solo, in Valchiavenna. Assieme a Maria, una donna ucraina che lavora in valle come badante, hanno attraversato mezza Europa per portare in salvo due bambini piccoli con la loro mamma.

Tre ore di cammino

Si tratta di una donna di 30 anni, di un bimbo di quattro e di una bimba di sette. Provengono dalla zona interna di nord ovest dell’Ucraina, fra Ivano-Frankivsk e Uzhorod, sono arrivati nell’area di confine con mezzi pubblici e hanno camminato per tre ore sino alla frontiera con la Slovacchia. Qui hanno trovato un riparo caldo dove rimanere al sicuro, fino all’arrivo della nonna e dei volontari da Chiavenna.

«E’ da ieri sera, da quanto sono partiti - racconta Piercarlo Guazzi, vicepresidente dei “Volontari Tre Valli” - che sono in collegamento, costante, con i nostri volontari, Monica Scaramella, che abbiamo voluto per meglio assistere i bambini, e poi ancora, Renato Levi, Dino Cuccinotta, e Andrea Alberti. Li ringrazio perché, a stretto giro di posta, hanno dato la loro disponibilità per questa missione richiestaci sull’onda da don Andrea Caelli, arciprete di Chiavenna, e dal sindaco Luca Della Bitta, e che mai avremmo pensato di dover intraprendere».

Invece, alle 20 in punto, i volontari sono partiti con due auto e con due autisti per macchina unitamente a nonna Maria, che li supporta nelle indicazioni di viaggio, verso la frontiera di Vysné Nemecké, fra Kosice in Slovacchia e Uzhorod in Ucraina, divenuto uno dei tanti punti di transito della popolazione stremata verso l’Europa.

«Sono talmente organizzati ormai al confine - dice Piercarlo Guazzi - che non appena la famigliola è giunta in frontiera è stata accolta, assistita e sistemata al caldo, in luogo sicuro, e questo ha tranquillizzato molto la nonna e tutti noi. Non appena lo abbiamo saputo, infatti, abbiamo proseguito il viaggio con meno apprensione».

Si è trattato di percorrere 1.350 chilometri, passando per la Slovenia, l’Ungheria, e la Slovacchia, fino appunto, al confine. Raggiunto alle 13 di ieri, dopo aver viaggiato tutta la notte e tutta la mattina, salvo fermarsi ogni quattro ore per riposare, ristorarsi e scambiarsi il turno di guida.

Si cerca una sistemazione

«E non erano gli unici convogli diretti al confine per effettuare questi ricongiungimenti - aggiunge Guazzi, che abbiamo sentito ieri mattina - perché i volontari mi dicono che stanno incontrando molte auto di associazioni e di privati che stanno facendo questo percorso. E pensare che si tratta di un piccolo posto di confine, chissà che cosa si sta muovendo verso la Polonia, nell’area di Leopoli...».

Una volta arrivati a destinazione e individuati la mamma e i bambini, i volontari, dopo una necessaria pausa ristoratrice, hanno ripreso il viaggio di ritorno ed erano attesi a Chiavenna fra le 3 le 5 del mattino di oggi, Dopodiché, considerato che la nonna è in servizio come badante e non può ospitarli, si provvederà a cercare una sistemazione alternativa.

«Ci stiamo lavorando - dice don Andrea Caelli - le disponibilità sono tante, per cui, non credo ci siano problemi. Del resto, la nonna ha tanto insistito per poter strappare dal pericolo la figlia e i nipoti che, giovedì abbiamo chiesto aiuto ai volontari della Valchiavenna per poterli portare in salvo».

Orgogliosi, di essere della partita, i “Tre Valli” «di dare il nostro contributo, come associazione locale - dice Laura Tassi, presidente - per rispondere alle necessità che si presentano. Noi, proprio perché piccoli e non dipendenti da una sovrastruttura più ampia come Croce Rossa o Caritas, già impegnate su altri scenari, possiamo decidere di dare risposte con più rapidità. Questo grazie all’enorme generosità che ci viene dalla popolazione di tutta la Valchiavenna».

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