Ucraina, la mobilitazione
per mandare aiuti

Ieri era partita una raccolta di medicinali L’iniziativa spontanea è stata al momento bloccata

Ucraina, la mobilitazione per mandare aiuti
La bandiera ucraina sventola sul municipio di Chiavenna
(Foto di lisignoli)

Avevano già steso un preciso elenco di tutto il necessario, soprattutto dal punto di vista medico, per aiutare i soldati al fronte, i loro mariti, figli, e nipoti, chiamati a combattere contro l’esercito russo, e ieri mattina lo avevano pubblicato sul gruppo Facebook “Sei di Chiavenna se...”, ma poco dopo sono state invitate a soprassedere.

«Abbiamo agito in modo spontaneo, come siamo abituate a fare noi, servendoci dei nostri volontari, delle nostre fonti, che, abitualmente, ci supportano nel far avere i viveri ai nostri cari, in Ucraina - dice Maria Petrychenko, una delle tante badanti della Valchiavenna - ma poi giustamente ci hanno detto che, qui, in Italia, per fare questo tipo di operazioni di solidarietà con un paese sotto assedio, ci vuole un’organizzazione diversa, per cui abbiamo subito sospeso tutto e ci scusiamo. Non volevamo creare problemi a nessuno. Domani (oggi, per chi legge, ndr), ne parleremo con don Andrea Caelli e insieme cercheremo di capire cosa è possibile fare».

Un riferimento

Per ora le badanti ucraine si daranno da fare come hanno sempre fatto, raccogliendo materiale fra loro, fra connazionali, conoscenti e amici, ma per un’azione più strutturata don Andrea Caelli, arciprete in San Lorenzo a Chiavenna rinvia ad un approfondimento da tenersi dopo la preghiera in programma oggi, alle 14.30, nella chiesa parrocchiale.

«Mi sono già accordato con le badanti e abbiamo stabilito - dice don Andrea - di incontrarci subito dopo la preghiera per fare il punto, alla presenza di tre delegati della Caritas intervicariale della Valchiavenna. E’ importante che ogni azione sia condotta in modo strutturato, a garanzia del fatto che vada a buon fine. Anche perché il materiale che serve è in gran parte di tipo medicale, ma le stesse farmacie non possono fornirlo senza essere in possesso delle necessarie pezze giustificative».

Nell’elenco stilato dalle donne ucraine, infatti, si parlava di antibiotici a largo spettro come Ofloxacina, Ciprofloxacina e Metronidazolo, in fiale, per infusione, e poi, ancora, di sistemi per la raccolta del sangue, di soluzioni per infusione di NaCI e di soluzioni di Ringer; ancora, di sistemi per fleboclisi e cateteri endovenosi, la cui fornitura, chiaramente, soprattutto se di una certa entità, deve essere tracciata.

«Noi ci siamo attivati subito per assicurare solidarietà e vicinanza alle badanti che sono con noi e al popolo ucraino - dice don Caelli - dapprima in un’ottica di preghiera e di ascolto. Proprio per questo, domani (oggi, per chi legge, ndr), dopo la preghiera, ascolteremo i loro bisogni e cercheremo di farvi fronte. Tenendo presente che quello che si annuncia è un grande impegno, perché donne e bambini stanno lasciando il paese e sicuramente alcuni di loro giungeranno anche da noi per ricongiungersi alle connazionali che già si trovano a Chiavenna».

Preallarme

La Caritas si sta predisponendo ad affrontare l’emergenza in quell’ottica di servizio che la connota, ancorché organizzata. Da questo punto di vista, Chiavenna, è pronta a fare la sua parte.

E solidarietà al popolo ucraino e ai 60 residenti a Chiavenna di nazionalità ucraina è stata espressa, venerdì, anche dall’amministrazione comunale e dal suo sindaco Luca Della Bitta, il quale, dopo aver esposto la bandiera ucraina, sul balcone di piazza Bertacchi, del Municipio, fra quelle italiana ed europea, ha espresso vicinanza nel segno della preghiera, a questo popolo.

Quella organizzata per oggi, in San Lorenzo, sarà una preghiera bilingue o, fors’anche trilingue, perché don Andrea chiederà alle badanti di recitare delle preghiere in ucraino, ma ha pensato anche a passaggi in russo, oltre che in italiano. «Tutti - ricorda - sono invitati, senza preclusioni».

In serata, invece, al Sacro Cuore di Sondrio, alle 21, la recita del Santo Rosario per la pace, mentre, martedì, 1° marzo, alle 21, in cattedrale a Como, monsignor Oscar Cantoni chiama tutti a raccolta per la recita del Rosario, in presenza e in streaming. Il giorno dopo, alle 17, la Messa, sempre in cattedrale, con invito al digiuno quaresimale e alla preghiera per il dono della pace.

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