Trote al bando, una marea di cartoline

L’Ups ha fatto stampare tremila messaggi di protesta indirizzati al ministro Cingolani. Con lo slogan “Rivogliamo i nostri pesci” si chiede di salvare alcune specie simbolo dei corsi d’acqua nella Valle

Trote al bando, una marea di cartoline
La cartolina di Natale da inviare al ministero della Transizione ecologica

Partita dalla provincia di Como, attraverso l’Aps, si allarga anche a Valtellina e Valchiavenna la protesta dei pescatori contro la messa al bando della trota fario, dell’iridea, del salmerino alpino e del lavarello. Una protesta che va sotto forma di cartolina di Natale da inviare al ministero della Transizione ecologica, Roberto Cingolani .

Con lo slogan “Rivogliamo i nostri pesci” l’Unione pesca sportiva della provincia di Sondrio, presieduta da Renato Manenti e che conta 7.200 iscritti, ha fatto propria l’iniziativa dei colleghi comaschi stampando 3.000 cartoline da mettere a disposizione dei propri soci, ma non soltanto, perché “sommergano” il ministro.

«Chiunque voglia partecipare all’iniziativa non deve fare altro che recuperare gratuitamente una cartolina, compilarla, francobollarla e spedirla all’indirizzo pre-stampato» spiegano dall’Ups.

Tra i primi ad averlo fatto c’è Mauro Bagiolo , responsabile dei centri ittiogenici dell’Ups a Faedo e Samolaco che con investimenti di 2,2 milioni di euro garantiscono una produzione annuale pari a 2,5 milioni tra trotelle e temolini che coprono il fabbisogno della provincia, che ha sottoscritto le cartoline insieme a tutta la sua famiglia. «Abbiamo colto al volo l’iniziativa lanciata dagli amici di Como a cui è venuta questa idea - dice Bagiolo -. la protesta ora si sta estendendo a tutto il territorio lombardo e anche in altre regioni. Abbiamo avuto richieste anche dal Veneto e dal Friuli per partecipare».

La questione su cui il mondo della pesca vuole attirare l’attenzione è quella dell’alloctonia: secondo il decreto direttoriale 2 aprile 2020 sarebbero infatti specie alloctone, e dunque da mettere al bando, trota fario e iridea, laverello e salmerino alpino. La Regione Lombardia ha chiesto la deroga, possibilità contemplata nello stesso decreto ministeriale, per lavarello e salmerino alpino e il riconoscimento della autoctonia della trota mediterranea. Ad oggi però nessuna deroga è stata concessa. Un problema. Per capire cosa rappresenti l’Ups e il settore della pesca in Valle basta leggere alcuni numeri: 7.200 iscritti e un bilancio che si aggira intorno al milione di euro, una struttura che conta 10 dipendenti e 24 guardie volontarie. Senza contare che il comparto della pesca è composto anche da numerosi laghetti privati e il conseguente indotto economico derivato per il settore commerciale e alberghiero è stimato annualmente dalla Camera di commercio di Sondrio in 10 milioni.

«Trota fario, salmerino alpino, lavarello e trota iridea – si legge sulla cartolina – sono i pesci che i nostri progenitori e i nostri genitori hanno immesso nelle nostre acque per migliorare le condizioni di vita della nostra gente. Questi sono i nostri pesci. Chi li considera il trastullo di quattro pescatori non ha rispetto per la nostra storia e la nostra identità che appartengono a milioni di persone. Non dice la verità chi attribuisce all’Europa la richiesta di eliminare i nostri pesci dalle nostre acque».

Le cartoline sono disponibili già da martedì nella sede di via Trieste, ma in questi giorni anche nei punti vendita di riferimento (negozi di pesca), presso i laghetti di pesca sportiva e le società affiliate all’Ups.

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