«Troppa concorrenza dalla Svizzera
Nessuno vuole lavoro in Valchiavenna»

Della Bitta e Trussoni: allarme carenza di personale, nel pubblico e nel privato «Si rischia la paralisi. Correttivi per ridurre le distanze retributive rispetto ai Grigioni»

«Troppa concorrenza dalla Svizzera Nessuno vuole lavoro in Valchiavenna»
Luca Della Bitta, a sinistra e Davide Trussoni lanciano l’allarme sulla carenza di lavoratori in Valchiavenna

In Valchiavenna si sta manifestando un problema molto serio, dato dalla assoluta mancanza di personale da impiegare nelle aziende artigiane, commerciali, ricettive e, persino, nella pubblica amministrazione locale.

«Siamo a una situazione limite, per cui, incredibilmente, si fa fatica anche a trovare persone da impiegare negli uffici pubblici - dice Davide Trussoni , presidente della Comunità montana Valchiavenna -, perché, i lavoratori, attratti dalle offerte praticate dalla vicina Svizzera, alla fine, la scelgono. Cosa comprensibile e, in se, più che positiva, non voglio e non posso dire il contrario, solo, che, ora, siamo al punto che rischiamo la paralisi».

Il grido d’allarme è generalizzato, proviene dal mondo delle imprese artigiane, commerciali, e ricettive locali, ed è stato raccolto da Davide Trussoni e da Luca Della Bitta , sindaco di Chiavenna i quali, in un comunicato stampa diffuso ieri, annunciano di voler condurre un’azione «nelle prossime settimane presso i livelli istituzionali superiori, per provare a trovare delle soluzioni che ormai appaiono urgenti ed improrogabili».

L’obiettivo è introdurre dei correttivi «che riducano le distanze retributive e relative alle condizioni di lavoro - dicono gli amministratori locali - fra Italia e Svizzera, e il pensiero va, ad esempio, ad una riduzione del peso fiscale sul costo del lavoro, così da aumentare l’entrata per il lavoratore senza caricare, ulteriormente, le imprese locali. Oppure si può pensare ad iniziative di detassazione per alcuni aspetti dei bilanci delle aziende, ma chiaramente, in tutti i casi, parliamo di normative che devono essere introdotte ai livelli superiori, pensate ad hoc per zone di confine come le nostre. Misure mirate, sul modello, ad esempio, di quanto è stato fatto con la carta carburante».

Sul come affrontare la situazione, quindi, il dibattito è aperto, ma sulla necessità di dovervi mettere mano, tutti, pubbliche amministrazioni e mondo delle imprese, concordano.

«Dalle categorie produttive arriva un vero e proprio grido d’allarme - dicono Trussoni e Della Bitta -, perché moltissime attività commerciali, ricettive, turistiche, industriali, e artigianali della Valchiavenna offrono, da mesi, opportunità di lavoro senza riuscire a trovare il personale di cui hanno bisogno. E, questo, nonostante sia in atto una ripresa, in tanti settori, come quello dell’edilizia, grazie ai bonus, e come il settore turistico e alberghiero. E, al riguardo - concludono gli amministratori - rivolgiamo un appello soprattutto ai giovani perché, anche in vista della stagione estiva, non lascino cadere opportunità di lavoro espresse da realtà del territorio, in forme temporanee o continuative».

© RIPRODUZIONE RISERVATA