Tamponi rapidi
farmacie al collasso
Richieste continue

Fuori controllo A Dubino: «In un giorno 107 chiamate Vogliono il test rapido per finire l’isolamento»

Tamponi rapidi farmacie al collasso Richieste continue

Uno stillicidio di richieste di tamponi che prosegue da mesi, almeno dall’avvio dell’anno scolastico, nel settembre dello scorso anno, e che ha raggiunto, ora, un punto di non ritorno. Perché tutte le persone che vengono respinte dai “drive through” pubblici, di Asst Valtellina e Alto Lario, perché non hanno diritto al tampone molecolare, convergono nelle 42 farmacie della provincia di Sondrio che effettuano l’antigenico, al più, nei pochi centri medici privati che, pure, garantiscono questo servizio. E, ora, la corda è talmente tesa che, con un niente, potrebbe anche spezzarsi.

Confusione

«Ho contato 107 chiamate nella mattinata - assicura la collaboratrice della Farmacia di Dubino, diretta da Rocco Bianchini, dedicata, in toto, a raccogliere, in esterna, le telefonate -, quasi tutte da parte di persone che volevano sottoporsi a tampone. Qualcuno chiama anche per i vaccini, ma, i più, per il tampone rapido e il problema è che qualche volta dobbiamo anche dire no non solo e non tanto perché non c’è posto, ma perché non li possiamo proprio fare. Perché non possiamo liberare dall’isolamento le persone positive con un antigenico rapido. Ci vuole il molecolare fatto con prescrizione di Ats presso i punti tampone pubblici. Invece, tutti, chiamano per poter essere sdoganati con controllo effettuato in farmacia, ma non lo possiamo fare per legge».

Probabilmente, finiti in una sorta di limbo, i positivi, al termine dell’isolamento, non avendo riscontri tempestivi dall’Ats e non riuscendo a raggiungerla telefonicamente, perché le linee sono intasate, cercano risposte in altre direzioni. E, siccome, ormai l’intasamento delle linee è generale, e lo sono pure quelle dei medici di medicina generale di riferimento, alla fine, c’è chi si rivolge alle farmacie sperando in un riscontro positivo. Che, a questo livello, non può esserci.

«Alla base di tutto, però, c’è un fraintendimento di fondo su cosa si intende per isolamento e cosa per quarantena, perché sono due cose diverse, e le persone, per una serie di motivi, anche comprensibili, non l’hanno ben capito - dice Luca Trapani, direttore di Federfarma Sondrio -. Perché l’isolamento, è quello in cui incorre la persona positiva al Covid, con la distinzione temporale, di 10 o sette giorni, a seconda se vaccinata o non vaccinata, mentre in quarantena e in auto sorveglianza vanno i contatti di caso positivo. Ecco, le farmacie possono effettuare il tampone antigenico di controllo solo al termine delle quarantene e auto sorveglianza dei contatti di caso purché, ovvio, non ci siano sintomi. Perché, mai si può raggiungere la farmacia in presenza di sintomi, tant’è che, prima di essere sottoposte a tampone, le persone firmano una autodichiarazione in cui attestano il loro stato di salute in quel momento».

Situazione ingestibile

Queste le indicazioni, dopodiché, purtroppo, in fila per il tampone, anche in farmacia, si mettono persone di tutti i tipi. C’è chi si presenta con tosse e raffreddore, per essere, ovviamente, invitato a soprassedere dallo stesso farmacista. Insomma, una situazione limite, ingestibile, tant’è che, nella giornata di ieri, ma anche nella precedente, parlare con i farmacisti è stato, quasi impossibile. Solo dalla farmacia di Dubino, che, come detto, ha scelto di rispondere in esterna dedicando una persona allo scopo, è stato possibile ricevere un feed back. Tutte le altre farmacie chiamate avevano il telefono occupato, o, al più, addirittura staccato.

Dalla farmacia di Gordona, gentilissimi, hanno solo fatto in tempo a congedarci sotto stress «per eccesso di persone in fila per il tampone», ci hanno detto, mentre, nel pomeriggio, ci hanno risposto dalla farmacia di Piuro, ma, anche qui, letteralmente con l’acqua alla gola.

© RIPRODUZIONE RISERVATA