Scuola nel caos        Preside disperato        «È insostenibile»
Molte difficoltà per i ragazzi a scuola per via dei contagi tra i compagni ma anche per le assenze degli docenti, spesso non sostituibili

Scuola nel caos

Preside disperato

«È insostenibile»

Chiavenna La Vecchia (istituto Da Vinci): «Non è serio

Troppi assenti: o tutti in presenza o tutti a distanza »

«Tutti siamo per la didattica in presenza, ovvio, ci mancherebbe, ma se diventa una finzione che didattica è? La scuola è una cosa seria, non è un gioco».

È profondamente amareggiato per la situazione Salvatore La Vecchia, preside del “Leonardo Da Vinci” di Chiavenna, istituto di istruzione Superiore ad indirizzo tecnico, scientifico e linguistico, forte di 33 classi, 20 delle quali sono interessate o da provvedimenti di sorveglianza o di didattica mista, in presenza e a distanza, o a sola distanza.

Situazione ingestibile

«È un caos, una situazione ingestibile che di giorno in giorno va a peggiorare - afferma La Vecchia - perché oltre ad essere coinvolti gli studenti, lo sono anche gli insegnanti. Abbiamo il 20% dei docenti assenti e non riusciamo assolutamente a sostituirli. Non c’è verso di trovare supplenti. Neppure se li cercassimo fra i diplomati, altro che i laureati, li troveremmo. Chi viene a sostituire un collega per soli dieci giorni in una situazione simile? Nessuno. Questo è il punto».

Ne va della qualità dell’insegnamento, sulla quale il preside La Vecchia, e non solo lui, ha puntato fortemente negli anni passati in modo da connotare sempre più positivamente il suo istituto. E ora vedere le classi gestite così, a mezzo servizio, gli sembra una cosa inverosimile.

«Ci sono classi che per sette, otto, dieci giorni restano senza il loro insegnante che non si riesce a sostituire, per cui saltano le ore di lezione - dice il preside - cos’altro possiamo fare? Quando riusciamo “accorpiamo” le classi in modo da permettere agli insegnanti in servizio di insegnare a più alunni la stessa materia, ma non sempre è possibile e poi in questo modo i ragazzi non possono contare sul loro insegnante di riferimento. Non dico poi della didattica mista, destinata un po’ ai ragazzi presenti, pochi, e un po’ a quelli a casa. Una cosa impossibile da farsi, perché non è la stessa cosa insegnare in presenza e a distanza».

Il preside La Vecchia, pur mettendocela tutta col suo staff per tamponare la situazione, ha ritenuto doveroso informare via lettera anche il prefetto, Salvatore Pasquariello «che, gentilissimo, mi ha chiamato subito - dice - ed ha recepito le nostre difficoltà. Allo stesso modo ho informato il sindaco Luca Della Bitta, tuttavia, comprendo che nessuno può fare niente perché le decisioni sono governative».

Non si impara niente

«Però, insisto: che insegnamento, che scuola è questa? Dove si corre a destra e a manca per tamponare falle grosse come case? Dove, oltretutto, ho una materia anche di quelle fondamentali, del tutto scoperta da quando abbiamo sospeso l’insegnante no vax senza poter trovare più alcun sostituto? I ragazzi sono senza insegnante».

Per La Vecchia, ma non è l’unico a pensarla così, delle due l’una: o si fa didattica in presenza o a distanza, perché così come stanno, le cose non potranno reggere per molto.

Sembrano reggere, al momento, un po’ di più, pur con immenso sforzo gestionale, al Professionale “Crotto Caurga”, sempre di Chiavenna, il cui preside Massimo Minnai, riferisce, a ieri mattina, di un «59% dei ragazzi in presenza - ci ha detto - di un 27% a distanza e di un 14% assenti per malattia, non necessariamente Covid. Sessanta in tutto i positivi, soprattutto studenti però, per cui gli insegnanti sono a disposizione in buon numero e riusciamo a garantire la didattica con quattro classi a distanza, sette a didattica mista e nove in sorveglianza, sul complessivo di 29».

« Per ora ce la facciamo, giorno per giorno, ora per ora, con l’aiuto di un gruppo di supporto Covid attivo h 24. Certo, le norme non ci aiutano la complessità è massima - conclude Minnai - come la dedizione richiesta, però se i docenti non si ammalano possiamo provare ad andare avanti».


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