Referendum, ha votato solo il 17%. La Lega: «Non molliamo». Il Pd: «Un segnale forte»

Naufragio . Anche in provincia di Sondrio lontanissimo il quorum: tra i pochi votanti, hanno vinto i “Sì”

Referendum, ha votato solo il 17%. La Lega: «Non molliamo». Il Pd: «Un segnale forte»
I quesiti proposti da Lega e Radicali sono stati bocciati in tutta Italia

La percentuale di voto

è stata del 17,44%:

quasi 4 punti e mezzo

sotto i dati lombardi

Niente da fare, ad occuparsi della riforma della giustizia dovrà essere il Parlamento e non a suon di abrogazione di commi o articoli a furor di popolo.

I cinque referendum proposti da Lega e Radicali sono stati bocciati in tutta Italia, dove l’appeal dei quesiti sull’elettorato si è fermato al 20,94%, ancor meno in provincia di Sondrio dove, probabilmente complice il fatto che alle amministrative erano chiamati soltanto sette Comuni, la percentuale di voto è rimasta sotto di 3 punti e mezzo: 17,44% il dato complessivo finale.

Quasi quattro punti e mezzo in meno anche rispetto ai numeri della Lombardia dove complessivamente ha scelto di andare a votare il 21,83% degli aventi diritto. Percentuali lontanissime dal quorum del 50% più uno dei votanti richiesto per la validità della consultazione, le più basse di sempre come si era già largamente intuito alla vigilia dell’election day e prima ancora, quando la Consulta ha ritenuto inammissibili i due referendum, quelli su fine vita e cannabis, che avevano scaldato l’interesse di moltissimi italiani. Saltati quelli, forse troppo tecnici gli altri, il risultato è stato di una bocciatura annunciata.

In Valtellina soltanto in 5 dei 77 comuni, ricompresi tra i sette comuni chiamati a scegliere il sindaco, grazie all’effetto traino - che non ha invece scalfito le intenzioni di non voto referendario a Tartano (35,56%) e in Valdidentro (40,05%9 -, l’affluenza ha promosso i quesiti: ad Aprica si è espresso il 59,3% dei votanti (contro il 60,28 delle comunali); il 60,74 a Campodolcino (più che per le comunali ferme al 56,03); in Valmasino i referendum hanno fatto votare il 75,69% degli elettori contro il 68,31% di chi ha preso la scheda per il sindaco; in Valdisotto 51, 31% (52,23% per le comunali) e a Valfurva il 54,58% contro il 57,52% delle amministrative.

Il Comune che è andato più vicino al quorum tra quelli non interessati dall’elezione del sindaco è stato Pedesina con il 45,16%, mentre il capoluogo si è fermato al 15,66%.

Per i proponenti dei referendum, evidentemente schierati per il “sì”, c’è la consolazione della vittoria: la maggioranza di chi ha votato (com’era nelle cose) ha scelto l’abrogazione proposta con margini più bassi per i primi due quesiti - l’incandidabilità dopo la condanna e la limitazione delle misure cautelari - e decisamente più ampi per gli altri tre. In questo caso la convinzione del “sì” tra chi si è recato alle urne è stata più ampia in Valtellina che in Lombardia o in Italia.

Un esempio su tutti. Il primo quesito, quello sulla cosiddetta legge Severino, ha ottenuto in Italia il 53,97% di sì, saliti a 58,67% in Lombardia e al 67,73% in provincia di Sondrio dove la presenza della Lega si è fatta sentire più massicciamente che altrove. Un dato che non basta a consolare gli esponenti del partito di Salvini. «Un peccato - commenta il risultato Lorenzo Grillo Della Berta, referente provinciale della Lega, nonché vicesindaco di Sondrio -. Era un’occasione per tentare di riformare la giustizia italiana per molti aspetti disfunzionante. Lo ha detto il presidente Mattarella nel suo discorso di insediamento che c’è bisogno di profondi cambiamenti. Purtroppo il disinteresse generale unito a una censura molto forte hanno portato a questo risultato. Comunque non ci arrendiamo e intensificheremo l’azione parlamentare - aggiunge - . Ringraziamo tutti i militanti che si sono spesi in provincia per raccogliere le firme l’estate scorsa e per promuovere i referendum. Ricordiamo comunque che milioni di firme sono state raccolte, quindi non è un tema negletto. Questo dovrebbe ricordarselo chi amministra la giustizia in questo Paese».

Sul fronte opposto, il segretario provinciale del Pd Michele Iannotti legge la scarsa partecipazione al voto come un segnale chiaro che i cittadini hanno dato ai proponenti: «Il tema della giustizia è complesso e deve essere discusso e affrontato in Parlamento, istituzione deputata ad approvare la legge di riforma. Un’esigenza che tutti avvertiamo, ma non attraverso il referendum. Questo flop - prosegue - si è avvertito maggiormente in provincia di Sondrio, dove c’è stata un’affluenza inferiore di quasi 4 punti della media nazionale. I valtellinesi e valchiavennaschi hanno così mandato un segnale forte anche alla Lega, che ha cavalcato strumentalmente il tema della giustizia. Non si cerchino scuse - conclude Iannotti - a una sconfitta politica netta subita da chi continua ad essere lontano dai reali bisogni e dalle necessità dei cittadini».
Monica Bortolotti

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