Redditi più poveri dopo la pandemia. Madesimo il Comune più ricco

I dati In provincia dichiarati nel 2021 mediamente 17.850 euro, con un calo dell’1% rispetto a due anni prima.

Redditi più poveri dopo la pandemia. Madesimo il Comune più ricco

I prezzi che aumentano, l’inflazione che corre e il potere d’acquisto delle famiglie che cala annullando i benefici dell’incremento del reddito lordo disponibile (+2,6%) del primo trimestre di quest’anno rispetto al trimestre precedente ad un risicato +0,3% come certificato dai dati Istat.

La tempesta perfetta, come la definisce qualcuno, sulla ripresa del post pandemia che in termini di redditi ha pesato, e tanto, sulle tasche degli italiani. Il reddito medio del 2020 (dichiarazioni 2021) pari a 21,6 mila euro è calato dell’1,1% (283 euro) rispetto al 2019 invertendo una tendenza di crescita in atto negli ultimi anni.

In provincia di Sondrio il reddito medio di 17.850 euro, al di sotto sia della media nazionale, sia di quella lombarda, che con 25.300 euro è la più alta in Italia (Calabria la più bassa con 15.600 euro), ha fatto registrare una diminuzione media di 128 euro, ma con punte anche di 3.500 euro come a Livigno dove a pesare, evidentemente, sono stati gli effetti di chiusure e lockdown, sul turismo. Anche se, dall’altra parte della Valle, a Madesimo nello stesso anno si è registrato un +5.110 euro.

L’analisi dei dati delle dichiarazioni dei redditi rese lo scorso anno, pubblicate dal Mef ed analizzate dalla società di data intelligence bergamasca Intwig per Il Sole 24 Ore, conferma che la maggior parte della ricchezza è concentrata nelle mani di pochi: come nel 2019 solo il 5% guadagna più di 55mila euro annui, mentre il 44% degli italiani guadagna meno di 15mila euro, con una crescita del 2% rispetto al 2019.

Il comune più ricco d’Italia è Basiglio, in provincia di Milano, con dichiarazioni medie di 44.684 euro a testa, più del doppio di quelle di Valtellina e Valchiavenna, mentre Milano è l’unica tra le grandi città ad avere dichiarazioni sopra i 30mila euro. In generale le grandi metropoli, soprattutto al nord, sono quelle ad aver pagato le conseguenze più drastiche della pandemia con una contrazione del reddito medio di oltre 400 euro (quattro volte superiore rispetto alla contrazione già registrata nel 2019) e quasi doppia rispetto alla contrazione dei comuni più piccoli.

L’anno scorso poco meno della metà dei contribuenti italiani (il 44,5%) ha dichiarato un reddito inferiore ai 15 mila euro, il 42,4% ha invece dichiarato tra i 15mila e i 35mila euro, mentre tra i 35 e i 75mila euro troviamo il 10,2%. A guadagnare tra i 75 e i 100mila euro sono state invece 662 mila persone, l’1,6%. Infine, con un reddito medio sopra i 100mila euro, ci sono 498 mila persone, l’1,2%.

In provincia di Sondrio la palma di comune più ricco, sulla base della media delle dichiarazioni, è Madesimo dove i 423 contribuenti con 27.169 euro hanno incrementato i loro redditi del 23% rispetto al 2019, che a sua volte era stato superiore del 4% rispetto all’anno prima.

A seguire Sondrio, il capoluogo, con 22.890 euro mediamente dichiarati da 16.208 contribuenti e Montagna con 21.642 euro (2.299 contribuenti), entrambe pressoché stabili rispetto all’anno precedente. I contribuenti mediamente più poveri sono invece quelli di Villa di Chiavenna (molti i frontalieri, ndr) i cui 10.689 euro dichiarati sono in lieve aumento (+1%) rispetto al 2019.

Segni meno importanti invece a Rogolo (-13%), Tartano (-8%), Bormio (-5%) e soprattutto Livigno che con i suoi 5mila contribuenti fa registrare un calo del 17% rispetto all’anno pre pandemico.

Certamente, guardano anche a Tartano e Bormio, le contrazioni hanno certamente a che vedere con le difficoltà della stagione invernale che nel 2020 il Covid ha dimezzato con difficoltà anche per vacanze pasquali ed estive. Sarà interessante da questo punto di vista vedere gli effetti dell’altra stagione saltata, quella del 2021, sui redditi delle dichiarazioni 2022.

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