Pronti, si scia

Dita incrociate

ma si è partiti

Da oggi piste aperte quasi dappertutto. Sensazioni buone nonostante timori e restrizioni

Pronti, si scia Dita incrociate ma si è partiti
Impianti pronti anche in Valmalenco per questa attesa stagione, dopo quasi due anni di stop forzato causa Covid.

La neve, tra naturale e artificiale c’è, le piste sono (quasi) tutte pronte per essere gustate, l’entusiasmo è alle stelle così come la voglia di ricominciare, che prova ad essere più forte dei timori legati alla pandemia, dopo un anno e mezzo di stop.

Riparte ufficialmente oggi con l’avvio degli impianti di risalita di tutte le stazioni turistiche, con solo qualche rara eccezione, la stagione dello sci in Valtellina e Valchiavenna che ha avuto il suo preludio lo scorso fine settimana a Livigno.

Il week end che per i milanesi è di quelli lunghi, tra Sant’Ambrogio e Immacolata, i telefoni che hanno continuato a squillare alla ricerca di informazioni e la ricerca di spensieratezza all’aria aperta, seppure gli alberghi non siano ancora da tutto esaurito, fanno propendere i gestori degli impianti per un cauto ottimismo. Con quell’aggettivo, a metà tra scaramanzia e timore, che si è aggiunto soltanto nelle ultime settimane quando i contagi della nuova variante del Covid hanno cominciato ad aumentare.

«Fino a venti giorni fa ero più fiducioso. La nuova variante sta mettendo in agitazione tutti gli operatori, anche le agenzie che avevano pre prenotato cominciano avere delle perplessità» ammette Valeriano Giacomelli della Sib di Bormio.

Il rischio è che le misure restrittive abbiano infatti pesanti ripercussioni sugli arrivi dall’estero, un mercato che va particolarmente forte, soprattutto lontano dalle festività.

Ma intanto c’è da pensare a questo fine settimana. La Valmalenco apre gli impianti dai Barchi in su - per scendere con gli sci fino a San Giuseppe bisognerà attendere probabilmente Natale -, a Bormio si scierà dai tremila ai duemila metri e a Madesimo, dopo l’apertura avvenuta già giovedì, una sorta di prova generale, all’offerta oggi si aggiungeranno altre piste.

«Se la metà delle telefonate di richiesta informazioni si trasforma in arrivi direi che va bene - dice Roberto Pinna , direttore del Consorzio turistico Sondrio e Valmalenco -, anche se la situazione alberghiera è piuttosto magra. Non da tutto esaurito. Ci aspettiamo invece tutto pieno nelle seconde case e immaginiamo anche molti arrivi di giornata».

Lo stesso che esprime anche Giacomelli della Sib, la società che a causa dell’innalzamento delle temperature ha dovuto rinunciare all’apertura degli impianti già sabato scorso. «Nonostante tutto, dopo un anno e mezzo di chiusura dobbiamo pensare di guardare alle cose con un po’ di fiducia - dice -. Non riusciamo ad aprire tutta la ski area, ma grazie all’abbassamento delle temperature e alla spolverata di neve arrivata possiamo aprire dai 3.000 ai 2.000, anche se non tutte le piste. Nel frattempo stiamo lavorando alacremente per mettere in sicurezza tutto. Mi auguro che ci sia una bella presenza. Questo è un bel week end anche se le previsioni meteo danno qualche velatura».

Di vera ripartenza, con l’entusiasmo ma anche le incertezze che comporta, parla Marco Garbin , direttore della Ski area di Madesimo Valchiavenna. «L’esordio di giovedì è andato bene - dice – le piste sono a posto e il freddo consente di sparare. Siamo partiti con tre piste, ieri altri due impianti e altre tre piste, e se continua il freddo, durante questo lungo ponte ne apriremo altre. C’è molta voglia di sciare, per cui siamo soddisfatti. Dalle prenotazioni a Madesimo sia negli alberghi che negli appartamenti, penso che ci sarà un buon afflusso».

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