«Ovunque laggiù morte e lacrime»

Gianluca Tabacchi, conduttore di unità cinofila: «Abbiamo individuato una decina di persone sepolte»

«Ovunque laggiù morte e lacrime»
Le unità al lavoro per recuperare i corpi intrappolati nelle macerie

Le unità cinofile Gianluca Tabacchi, classe ’68, chiavennasco - e Katia Martinelli (due anni in più, residente ad Aprica) sono già rientrate nel pomeriggio di ieri a Malpensa, a bordo dell’elicottero che li aveva portati nel cuore dell’Italia devastata. Gli altri colleghi del soccorso alpino rientreranno a ore, se già non lo hanno fatto nella notte.

I due pastori belga di Gianluca e Katia (Ax, un maschio di cinque anni e Baby, femmina di 6) si sono comportati benissimo a Pescara del Tronto, nonostante lo scenario difficile in cui hanno dovuto operare: non la neve a cui sono abituati nelle ricerche in valanga come unità tecniche dell’elisoccorso, nè il fango o i detriti con cui hanno dimestichezza per via delle frane che in Valle li hanno visti più volte all’opera. «No, qui c’è polvere, c’è il caos dei soccorsi, e una tensione che è più che palpabile... Abbiamo segnalato una decina di punti, dove hanno scavato e purtroppo sono state trovate solo persone senza vita... Che dire, la preparazione tecnica non ci manca, ma non si può essere preparati davanti a una tragedia simile. Ho visto quelli che potrebbero essere i miei genitori piangere come bambini - racconta Gianluca con la voce spezzata dall’emozione -, ragazzini spauriti ranicchiati nelle tende, anziani senza più lacrime guardare attoniti i sacrifici di una vita svaniti in una notte... No, non si può non essere toccati da tutto questo». Duecentocinquanta morti e più di 400 feriti, recita la conta delle vittime che non è certo definitiva.

© RIPRODUZIONE RISERVATA