Lupo attacca il gregge: «Avevo al pascolo 19 pecore. Ne ho ritrovate solo 4»

Gordona È accaduto in Val Pilotera: «Non ci sono dubbi», L’allevatore: «Trovati i resti di sei, le altre sono sparite»

Lupo attacca il gregge: «Avevo al pascolo 19 pecore. Ne ho ritrovate solo 4»
I resti di una delle pecore che l’allevatore aveva portato in quota

A inizio stagione, quando le ha portate a quota 2000 in Val Pilotera, nella zona della forcella di Strém e del lago di Piodéla, per lasciarvele al pascolo fino in autunno, le pecore di Fiorenzo De Stefani, lavoratore frontaliero di Gordona, allevatore hobbysta, erano 19. Ma sabato scorso, quando è salito in quota, come solitamente gli allevatori hobbysti fanno nei fine settimana, ne mancavano 15.

«Non ne ho trovate più di quattro - dice De Stefani -. A quel punto io e mio cognato, abbiamo cominciato a cercare a destra e a manca, per capire dove fossero andate a finire e quel giorno ne abbiamo trovate tre fra ferite a morte e carcasse. E altre tre sono state viste da alcuni turisti, che ci hanno riferito la cosa, ma ci hanno anche detto di non essersi avvicinati a fotografarle perché emanavano troppo odore.

Probabile erano morte da qualche giorno. Delle altre nove non so nulla. Le abbiamo cercate in lungo e in largo, abbiamo organizzato una battuta apposta con amici, ma non sono saltate fuori. Saranno finite nei crepacci spaventate dai lupi».

Fiorenzo De Stefani, sul fatto che si tratti di una predazione da lupo, non ha dubbi «perché predate sono predate, le fotografie son lì da vedere - assicura - e tra l’altro, i lupi in zona si sono già attivati: non ho grossi dubbi. Comunque è mia intenzione rivolgermi alla nostra associazione di categoria per denunciare la cosa e a chi di dovere: sono otto anni che porto le pecore in alto, sopra Gordona, e le ho sempre portate a casa tutte. Magari una all’anno mi si diroccava, ma niente di più».

Alla Polizia provinciale ancora, De Stefani, dice di non essersi rivolto per segnalare l’accaduto e attivare i controlli utili anche per il risarcimento del danno, oltre che al monitoraggio dei predatori, perché, dice «lavoro tutta la settimana in Svizzera come faccio a seguire tutte queste pratiche, non riesco»: una osservazione comune a tanti allevatori hobbysti che assicurano di non riuscire a stare al passo con la “gestione lupo” o orso che sia.

Anche per questo, nella consapevolezza della difficoltà che il settore dell’allevamento, quello hobbystico, in particolare, incontra nel relazionarsi con i grandi predatori, laddove ogni forma di convivenza appare impossibile, D avide Trussoni, presidente della Comunità Montana della Valchiavenna, ha scritto agli onorevoli Ugo Parolo, Silvana Snider, e Mauro Del Barba, alla consigliera regionale Simona Pedrazzi, e agli assessori regionali ad Ambiente, Agricoltura ed Enti locali, Raffaele Cattaneo, Fabio Rolfi e Massimo Sertori, inviando loro la nota che ha scritto all’Ufficio caccia e pesca della Provincia e, per conoscenza, al prefetto e ai sindaci della Valchiavenna, per rappresentare lo stato dell’arte e la sua forte preoccupazione «per la continua presenza di lupi in Valchiavenna - scrive - che hanno provocato, negli ultimi mesi, predazioni e allarme nella popolazione.

Sono consapevole che la tematica non è di facile soluzione, ma, partendo dal dato inconfutabile che, ad oggi, il lupo non può più essere considerato un animale in via di estinzione, occorre pensare ad un adeguamento normativo che ne consenta la corretta gestione e non solo la tutela».

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