Don Romano è social
La parola del Vangelo
in 80 puntate online

Il parroco della Bregaglia italiana ha coinvolto i ragazzi da casa. Dovevano scrivere una preghiera per la domenica. «Non ho mai lavorato cosi tanto, ma ne è valsa la pena»

Gratta gratta vuoi vedere che la passione per la comunicazione, quel non darsi per vinti mai, neppure in un’epoca, come quella del covid, che ha costretto tutti a tirare i remi in barca, don Romano Pologna, 56 anni, di Buglio in Monte, parroco della Bregaglia Italiana, l’ha ereditata da quel periodo di “praticantato” svolto nella parrocchia di Berbenno? Erano gli anni fra il 1995 e il 1999, e don Romano si muoveva sotto la possente ala di un arciprete del calibro di donUgo Pedrini, parroco di Berbenno, antesignano delle radio parrocchiali, convinto assertore dell’importanza dei media e della loro capacità di arrivare alla gente.

E anche se si è trattato di una sorta di battesimo del fuoco, in quanto repliche non ne erano ammesse, don Romano si è forgiato. Forse l’aveva già in sé, ma ha rafforzato quella voglia di comunicare utilizzando tutti i mezzi che la tecnologia mette a disposizione.«Per quanto possibile, perché non posso perderci troppo tempo», dice.Ma, in realtà, la sua è una vera e propria passione. Che gli è tornata molto utile in era covid, tant’è che, al pari di pochi altri parroci, per lo più molto giovani, ha stabilito un filo diretto costante, via Facebook e You Tube, con la propria comunità.

«Ho iniziato con Facebook, riprendendo la Messa in diretta, prima insieme a donAldo Passerini, mio collaboratore, poi con il chierico Lorenzo - assicura -. Poi, con l’aiuto di poche persone, perché non ci si poteva neppure incontrare, il sindaco, Omar Iacomella, che è anche organista, e alcune catechiste, abbiamo allestito il canale You Tube Comunità Bregaglia Italiana, perché, in questo modo, tutti possono collegarsi senza iscriversi ai social. Perché a Facebook non tutti erano iscritti o lo volevano fare».

Obiettivo quello di arrivare alla comunità nel suo complesso, ma, soprattutto, ai bambini e ai ragazzi che, in questi mesi, il “don” non ha più potuto incontrare per preparare né alla Prima Confessione, né alla Comunione, tanto meno alla Cresima.

«Tutti i piani sono saltati - conferma -, speriamo di recuperare qualcosa in autunno. Nel frattempo, però, volevo fare qualcosa per loro, per non lasciarli a casa, rinchiusi, così, con tanto tempo da passare senza sapere come fare. Ed è lì che ho pensato ai “5 minuti con la parola chiave”. Un piccolo approfondimento su un brano del Vangelo, in 5 minuti, appunto, per i ragazzi, dando loro una parola al giorno, per sei giorni, che avrebbero dovuto inserire in una preghiera finale, che avrei letto alla domenica, sempre su You Tube, prima della Messa delle 11».

Ed ha funzionato. Ottanta puntate, più mezz’ora di lettura, ogni domenica, delle preghierine (almeno sessanta) formulate dai 130 ragazzi raggiunti. Per un totale di 23 ore di video girato.

E, oltre a tutte le messe domenicali celebrate, una per tutta la comunità, ogni volta in una chiesa diversa, don Romano si è anche collegato tutte le sere di maggio, mese mariano, per recitare il Santo Rosario.

La prima sera da solo, poi, con pochissime persone al seguito, ma una quarantina collegate.Tutte e 31 le sere, fra cui, il 29 maggio, da Gallivaggio, nel secondo anniversario della frana.«Non ho mai neppure lavorato così tanto - dice - però, il covid ha lasciato il segno».

Una brutta esperienza: «Quattro le salme benedette al cimitero per il virus, senza tutte le altre. Terribile. Solo io e le pompe funebri. Ammalati e anziani irraggiungibili. Cinque matrimoni e sei battesimi rinviati. Confessioni al limite. Grest, ovvio, annullato (e quello del don era frequentatissimo, nda). Spero di poter almeno portare i ragazzi a fare qualche passeggiata...».

© RIPRODUZIONE RISERVATA