“Canalone” e “Camosci” sono fuoripista

Si scia solo col rilevatore delle valanghe

Serve l’Artva: su questi percorsi bisognerà infatti avere un sistema di rilevazione elettronico. Per l’attrezzatura necessaria si dovrà spendere circa 200 euro. Chi non ce l’ha sarà multato.

“Canalone” e “Camosci” sono fuoripista Si scia solo col rilevatore delle valanghe
Il cartellone che indica le prescrizioni per Canalone e Camosci

Non è altro che un adeguamento alla legge, ma per il comprensorio sciistico di Madesimo rischia di essere una mazzata. “Camosci” e “Canalone” diventano a tutti gli effetti percorsi fuoripista. Da questo fine settimana con la riapertura dei percorsi, che non godono di innevamento programmato, chi vuole scendere dovrà essere in possesso di un sistema di rilevazione elettronico come l’Artva, ovviamente. All’imbocco del Canalone sono stati messi i cartelli e posizionata la macchina che registrerà i passaggi. Dopo un primo week end sembrato di tolleranza chi sarà trovato sulla pista senza il sistema sarà punito con una multa.

Finora i due percorsi non erano “garantiti” da Skiarea Valchiavenna e, in pratica, chi scendeva lo faceva a suo rischio e pericolo. Attrezzature speciali, però, non erano mai state richieste. In pratica la discesa, quando l’innevamento lo permetteva, era libera. Ora non è più così. Bisogna dotarsi degli apparecchi idonei. Non tutto il sistema Aps, comunque. Di Artva, pala e sonda solo la prima è obbligatoria. Anzi, nemmeno, come spiegano da Skiarea: «La legge per il fuoripista indica genericamente sistemi di rilevazione elettronici. Il più famoso e efficiente è sicuramente l’Artva, ma sono sufficienti anche sistemi alternativi come le pistrine Recco». In ogni caso bisogna attrezzarsi e mettere mano al portafoglio. Lo sciatore occasionale, anche se bravo e in grado dal punto di vista tecnico di affrontare il Canalone dovrà spendere circa 200 euro per dotarsi di Artva. Si sale se a questi si aggiungono, e sicuramente male non fanno, pala e sonda.

Moltissimi vengono a Madesimo per l’esperienza di quella che Dino Buzzatti definiva come “la più bella pista delle Alpi”. Si spera che sarà ancora così in futuro, anche con queste limitazioni: «Nei giorni scorsi – spiegano i responsabili delle piste di Skiarea – abbiamo convocato i clienti affezionati che stanno a Madesimo per spiegare loro la situazione. Da anni Canalone e Camosci non sono più piste. Itinerari sciistici significa esattamente quello, cioè che la società che gestisce gli impianti non effettua la battitura e la messa in sicurezza. Quindi esistono piste o fuoripista e non abbiamo fatto altro che eliminare una fonte di confusione, anche se comprendiamo i dubbi dei giorni scorsi. La legge prevede che per i fuoripista ci sia l’obbligo di utilizzare sistemi elettronici di rilevazione». C’è anche chi ha sottolineato come Camosci e Canalone siano conteggiati nel parco sciabile: «Non è più così. Sul nostro sito non sono compresi nell’elenco delle piste».

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