Bollette troppo alte, hockey a rischio

Chiavenna Diversi i centri che rimarranno chiusi per i prezzi troppo elevati, dall’energia alle sostanze chimiche. Giacomini: «Stiamo lavorando per aprire il palaghiaccio, ma non possiamo prescindere da un’analisi dei costi»

Bollette troppo alte, hockey a rischio
La pista del ghiaccio all’interno del Centro Polisportivo Valchiavenna

“Bolletta da incubo, palaghiaccio chiuso dal sindaco”. Così titolava ieri in apertura di giornale, il “Corriere delle Alpi”, quotidiano della provincia di Belluno, in relazione al campo del ghiaccio di Alleghe, sede di allenamento e di competizioni della storica squadra di hockey del posto, andato in default a causa di bollette della luce troppo alte. Pari a 53mila euro il costo solo nel mese di agosto, tale da indurre il sindaco del posto a decidere per la chiusura. E a tremare, è anche il mondo del ghiaccio di casa nostra, di Chiavenna, con le società legate all’hockey, al pattinaggio artistico di figura, e al curling, appese a una stagione invernale che si annuncia carica di incognite.

Preoccupazione

«Sono molto, molto preoccupato - ammette Massimiliano Scordamaglia, direttore del Centro Polisportivo Valchiavenna - perché i costi sono esplosi a tutti i livelli. Non solo quello energetico, che incide parecchio, ma i prezzi si sono alzati in senso generale. É una fucilata. Penso alle sostanze chimiche che utilizziamo, alla stessa candeggina, tutto aumentato. E non è una situazione che possiamo pensare di fronteggiare da soli. Devono intervenire dei cambiamenti a livello superiore, altrimenti il rischio default è generalizzato».

Lo scenario

Scordamaglia osserva che sono molte, le strutture, con l’acqua alla gola. «Il palaghiaccio di San Donato Milanese ha già chiuso - dice - e il PalaTazzoli di Torino, viaggia in quella direzione. Ci sono le piste chiuse, il bar inattivo, il settore curling non presidiato e comunque, tutti i centri sportivi soprattutto in vista dell’inverno, sono in stato di allerta. Lo stesso palaghiaccio di Sesto San Giovanni, dove vanno i piccoli dell’hockey, gli Alps Eagles, a fare gli allenamenti, è alla finestra e ha dovuto ritoccare i costi dell’affitto orario della pista. Si viaggia sui 250 euro più Iva, per cui, i costi di tutte le società aumentano. Anche noi siamo molto preoccupati e ci rimettiamo alle decisioni degli enti superiori che hanno sempre supportato l’attività sportiva».

Le azioni

In effetti, in Comune, a Chiavenna, non si sta perdendo tempo. Andrea Giacomini, assessore allo Sport, è sul pezzo. «Stiamo lavorando per aprire il palaghiaccio e a farlo quanto prima, ma certamente non possiamo prescindere da un’analisi dei costi - dice l’assessore - Per questo, ho dato mandato agli uffici di comparare i consumi energetici dei mesi di settembre e ottobre del Centro sportivo, degli ultimi cinque anni, con una proiezione di quanto dovremmo spendere nella stagione entrante in base al costo al kilowattora attuale. Sceso un poco negli ultimi dieci giorni, ma sempre alto. Entro due settimane avremo questa proiezione e su quella base decideremo».

Grande, l’apprensione, nelle fila dell’Hockey Club Chiavenna, sodalizio storico, nato nel 1975, e che ha già iscritto la propria squadra nella divisione Ihl I, del campionato nazionale.

«La situazione è grave, però cerchiamo di pensare in positivo e di confidare in un inverno freddo tanto quanto è stata calda l’estate - dice Arturo Martocchi, presidente dell’Hc Chiavenna - Diversamente, se non interverranno dei correttivi dall’alto, penso che sarà un guaio per tutti, famiglie comprese».

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