Ambulanza senza il medico,«scelta economica»

«Non è vero che mancano i professionisti. Loro verrebbero, ma non ci sono i soldi per incentivare il loro lavoro». Il Sindacato dei medici italiani non ha dubbi sulle ragioni delle ultime novità del 118 e le boccia.

Prosegue il dibattito sull’assenza del medico dall’ambulanza di Chiavenna, introdotta nella giornata del primo marzo e illustrata poche ore più tardi alla popolazione dai vertici di Areu.

Nelle tre ore di incontro, l’azienda ha spiegato che non c’è un numero adeguato di medici anestesisti e che quindi è opportuno lasciarli negli ospedali, puntando su infermieri molto specializzati per gli equipaggi delle ambulanze. Una novità che, sempre a detta di Areu, non è dettata da questioni economiche e non determinerà delle criticità. Anzi, nel complesso comporterà un miglioramento del servizio.

Una tesi che ora è il medico sondriese Marco Tam, impegnato nel sindacato della propria categoria, compresa l’emergenza urgenza, a contestare. «Sono in disaccordo con il responsabile dell’Areu Zoli - premette Tam -. Lui ha un budget limitato e risponde essenzialmente a questa disponibilità. In base ai soldi lui decide chi mettere sulle ambulanze per dare risposte ai cittadini. Concordo solo su un aspetto: lui ha a disposizione personale molto preparato. Ma lo ribadisco: è solo una questione di risorse. Dovunque, a cominciare dagli Stati Uniti, quando si sono istituite ambulanze senza medici lo si è fatto solo per un calcolo economico. Roberto Maroni non ha detto quanti soldi vuole mettere sulla sanità di montagna. Non ha aggiunto finora neanche un euro. Ha mandato avanti tutti a razionalizzare e a cambiare il sistema senza investire in termini economici».

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