Taglio del nastro al Punto Famiglia

«Nuovo servizio per chi è in difficoltà»

La cerimonia a Livigno: dopo la fase di ascolto i cittadini saranno indirizzati ai servizi più appropriati. Operatrici presenti due giorni alla settimana: non serve prenotarsi o impegnativa del medico.

Taglio del nastro al Punto Famiglia «Nuovo servizio per chi è in difficoltà»
Il momento ufficiale del taglio del nastro

È stato inaugurato, ieri mattina, il Punto Famiglia di Livigno, collocato su tre locali al secondo piano della Casa della Sanità, al quale i cittadini possono rivolgersi direttamente, senza impegnativa del medico, per rappresentare i propri bisogni ed essere indirizzati ai servizi sociali, socio assistenziali o sanitari più appropriati.

Presenti all’inaugurazione Giusy Panizzoli, direttore generale di Asst ValtLario, Rosella Petrali, direttore socio sanitario, Massimo Tarantola, direttore del Dipartimento Attività Territoriali, cui il servizio afferisce, e, per gli enti territoriali partner dell’iniziativa, Raffaele Cola, presidente della Comunità Montana Alta Valtellina, Damiano Bormolini, sindaco di Livigno, e, fra gli altri, Romina Galli, assessore ai Servizi Sociali, e Alessia Galli, assessore alla Sanità del Comune.

Presenti anche le tre operatrici del Punto Famiglia: Maria Paola Cremonesi, psicologa, Marina Mosconi, assistente sociale, e Silvana Bonetti, assistente sanitaria, che, coordinate da Attilia Galli, responsabile dell’Ufficio di Piano di Bormio, si faranno carico di raccogliere i bisogni espressi dalla cittadinanza indirizzandoli verso le soluzioni più idonee. Le operatrici sono già entrate in servizio e sono presenti il martedì e il giovedì, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14 alle 16. Possono essere contattate al numero di telefono 0342.977125, per quanto il Punto Famiglia sia ad accesso diretto e non è necessario prenotare.

«Si tratta di un servizio importante per noi – ha sottolineato Giusy Panizzoli, direttore generale -, col quale diamo attuazione alla legge di evoluzione del sistema socio sanitario lombardo che sposta l’asse di cura dall’ambito strettamente ospedaliero a quello più socio sanitario e territoriale. Un grazie anche alle persone che hanno raccolto la proposta di prestare servizio al Punto Famiglia, accettando di lavorare in una realtà stupenda, come quella livignasca, ma decentrata, alla quale non è sempre facile destinare il personale necessario».

Grande soddisfazione per l’avvio del servizio è stata espressa anche da Rosella Petrali, direttore socio sanitario di Asst ValtLario, che ha evidenziato l’importanza «di dar corso a una nuova modalità di presa in carico dei pazienti . Il servizio è stato allestito insieme a Comune e Comunità Montana, con le quali, peraltro, abbiamo siglato, poco più di un mese fa, apposita convenzione. Partito il 2 maggio, poi, il servizio ha già dato buoni risultati che ci confermano di essere sulla strada giusta».

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