«Sottostazione elettrica nei Comuni già indennizzati da Terna»

Villa di Tirano Gli Amici di Chiari ribadiscono il no al maxi progetto. «Non è vero che senza quest’opera si vanifica l’interramento delle linee»

«Sottostazione elettrica nei Comuni già indennizzati da Terna»
Il cartello degli Amici di Chiari contro il progetto della sottostazione

«Il “Raggruppamento Amici dei Chiari” dice no al progetto di una stazione elettrica presentato da Terna all’incontro che si è tenuto venerdì scorso al palazzo della Provincia di Sondrio».

Secca presa di posizione degli Amici di Chiari che precisano di rappresentare le istanze di centinaia di cittadini che, con la loro firma, hanno condiviso e sostenuto l’azione relativamente alla realizzazione della stazione elettrica Poschiavino.

«Premettiamo - fa sapere il gruppo - innanzitutto che non è nostra intenzione mettere in discussione la validità del progetto imponente previsto dall’accordo di programma del 2003 che, grazie alla realizzazione di un’unica linea dorsale a 380kv e del convogliamento su questa delle altre linee, consentirebbe la dismissione di centinaia di km di linee aree in Lombardia, di cui parte in territorio valtellinese».

Il problema, invece, è proprio l’opposto: «Il progetto proposto in questa fase, che prevede lo spostamento della stazione sul territorio di Villa di Tirano, non segue le aspettative racchiuse nell’accordo quadro del 2003 - proseguono -. L’intervento si ridurrebbe ad una “pulizia ad hoc” del fondovalle sopra Tirano, in particolare tra Grosio e Mazzo di Valtellina, nascondendo lo sporco sotto il tappeto della piana dei Chiari, nel comune di Villa, lasciando in sospeso quello che invece era davvero un importante progetto di razionalizzazione della Valtellina e della Valchiavenna».

L’accordo di programma del 2003 non prevedeva la realizzazione di stazioni sul territorio di Villa. «Le prevedeva in altri Comuni che, avendo incassato gli indennizzi, avrebbero dovuto provvedere a mantenere le aree individuate libere da altri interventi e che ora, in un’ottica di correttezza e onestà amministrativa, dovrebbero quindi farsi carico di reperire le aree per la diversa dislocazione - dicono ancora -. Il rigetto di questa fase di progetto non farebbe perdere nessuna occasione alla Valtellina e men che meno, alla Valchiavenna. Al contrario, l’accordo del 2003 rimarrebbe assolutamente in essere, con gli obblighi e gli impegni assunti dai firmatari. In tal senso, concordiamo con l’affermazione che sia arrivata l’ora per la politica locale di farsi valere con un atto di coraggio, “a beneficio di tutto il territorio”, l’esatto contrario di ciò che sta succedendo».

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