Sciatt in spiaggia sul gatto delle nevi

La novità dell’estateChef di Aprica a Riccione spopola con pizzoccheri e “palline”, come le chiamano i suoi clienti. Testato in montagna, il mezzo monta una cucina speciale - Andrea Campi: «Piatti pesanti? No, faccio ricette light».

Sciatt in spiaggia sul gatto delle nevi
Andrea Campi, chef all’Osteria Dosso di Aprica, davanti al gatto delle nevi sulla spiaggia di Riccione

Incappare in un gatto delle nevi sul litorale di Riccione è cosa quantomeno singolare; se poi questo gatto delle nevi propone la somministrazione di prodotti tipici di Valtellina e pubblicizza la nostra Valle, ecco che la cosa diventa ancora più curiosa. L’iniziativa è di Andrea Campi, chef all’Osteria Dosso di Aprica, che ha portato a Riccione un gatto delle nevi, gli ha installato una cabina nella quale prepara tutte le sue delizie che propone ai bagnanti.

I pizzoccheri di mercoledì scorso, per esempio, sono andati a ruba (portati pure a casa la sera in confezioni da asporto) e le palline di pizzoccheri fanno impazzire i bambini. Ma attenzione: le “palline” (così ribattezzate dalla clientela) sono gli sciatt! L’operazione ha l’etichetta Snood kitchen Aprica. Portato il gatto a Riccione, coinvolto l’architetto (da Miami, prestato al food riccionese) Ilaria Borghi, i due stanno travolgendo come un tornado le sabbie romagnoli. «Ci tengo a sottolineare che questa è una innovazione nata a casa mia, in Valtellina» apre subito Andrea Campi, che poi si presenta: «Ho frequentato l’università della montagna a Edolo. Dietro il gatto c’è un discorso turistico legato anche allo spopolamento della montagna... Ho “inventato” quindi il gatto-alimentare che ho scoperto essere il primo al mondo del suo genere. Ovviamente il discorso è cominciato da una proposta legata alla neve, portando il progetto dovunque ci sia una montagna. Ho preparato un gatto molto scenografico, fatto coi tuning, col dj sul tetto, molto “magnetico” legato a una legenda, il nostro cibo. E adesso sto portando il tutto sulla sabbia a Riccione, per cercare di fare capire alla gente che il pizzocchero in spiaggia va bene perché è un piatto vegetariano, tra virgolette leggero se fatto con “opportuni” sacri crismi, che si può digerire se fatto con gli ingredienti opportunamente dosati. Sto lavorando agli sciatt, verso i quali (tralasciando il fatto culturale) i bambini hanno un forte appeal».

Campi ha trasformato la pastella, minimizzando gli elementi che fanno “a cazzotti” con queste temperature, e ne ha ricavato degli sciatt asciuttissimi, croccanti, serviti in un cono di giornale con sotto il cicorino. «E con un semplice “stecchino” la gente torna agli ombrelloni sgranocchiando sciatt - racconta -. L’altro giorno sono arrivati dei ragazzi fenomenali che mi chiedevano le palline di pizzoccheri, senza sapere cosa fossero, ma sono proprio quelle lì! Mando anche ragazze in giro per gli ombrelloni con il singolo stecchino con su lo sciatt per farlo assaggiare comodamente alla gente».

C’è anche un discorso pubblicità alla Valtellina in questa operazione. Andrea Campi ha regalato spazi pubblicitari al suo Comune, ha avuto in cambio 50 giornaliere e sei settimane bianche e lui, in maniera “random”, li regala a categorie di gente «che mi piacerebbe avere a casa mia. Arriva il papà con il bambino che vuole sciare, è alle prime armi, perché non incentivarlo regalandogli una settimana bianca, la risalita?».

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