«Sanità, superato ogni limite». I sindaci dell’Alta Valle chiedono la revoca di Saporito

Una durissima nota dei primi cittadini alla notizia di ulteriori problemi all’ospedale di Sondalo

«Sanità, superato ogni limite». I sindaci dell’Alta Valle chiedono la revoca di Saporito
L’ospedale di Sondalo

L’attività in emergenza e urgenza della chirurgia vascolare a Sondalo, dal 1° agosto sino a data da destinarsi, non sarà più garantita nei giorni feriali dopo le ore 16, al sabato e nei festivi. La notizia è di ieri.

E di fronte all’ennesima sospensione del servizio, i sei sindaci dell’Alta Valle hanno, definitivamente dissotterrato l’ascia di guerra chiedendo la revoca del direttore generale di Asst Valtellina e Alto Lario, Tommaso Saporito.

«Circa la drammatica situazione sanitaria in cui versa la provincia di Sondrio, prendiamo atto di come non vi sia fine al peggio - scrivono in una nota - . Perché, anche se in via ufficiosa, ma è giunta la notizia che vuole ridotta l’attività della Chirurgia toracica con il trasferimento delle urgenze vascolari che si presentino dopo un certo orario e in certi giorni al Manzoni di Lecco o, nel caso non ci sia posto, al San Gerardo di Monza».

L’azienda non è entrata nel merito di questa nuova sospensione, ma i motivi sono sempre legati alle gravi carenze di medici specialisti con cui l’azienda ospedaliera è chiamata a fare i conti.

Ma ai sindaci questa lettura non basta più. «Possibile che il direttore generale dell’Asst, ben conscio di queste difficoltà, non si sia attivato per tempo, cercando in tutti i modi di evitare questa ulteriore, drammatica riduzione dei servizi? All’alba del 29 luglio scopriamo che tra due giorni il servizio sarà pressoché inesistente».

«E se si considera tutta la riorganizzazione dell’attività ospedaliera della provincia di Sondrio attivata in queste ultime settimane - insistono - si può senza dubbio trarre la conclusione che abbiamo superato ogni limite».

In una nota diffusa giovedì, gli stessi sindaci dell’Alta Valle, Ilaria Peraldini di Sondalo, Alessandro Pedrini di Valdisotto, Silvia Cavazzi di Bormio, Luca Bellotti di Valfurva, Massimiliano Trabucchi, di Valdidentro e Remo Galli di Livigno, avevano indugiato su quelle che avevano chiamato «scelte gestionali discutibili di Asst tali da portare, dapprima, all’esternalizzazione del Pronto Soccorso di Sondalo, il cui appalto scadrà il 30 settembre e che chiediamo possa essere rivisto in toto viste le continue segnalazioni di disservizi che raccogliamo dai cittadini, quindi alla chiusura “temporanea” della Neurologia con stroke unit di Sondrio, con conseguente trasferimento dei pazienti al Niguarda, infine la sospensione delle prenotazioni per la diagnostica per immagine, dal 1° settembre. E noi sindaci - concludevano - siamo qui ancora in attesa di risposta circa la destinazione di parte dei 38 milioni stanziati per il Morelli sul 6° padiglione per farvi il polo delle malattie infettive...».

Per i sei sindaci, quindi, non c’è altra possibilità che «chiedere che Regione Lombardia, da una parte, sollevi dall’incarico il direttore generale di Asst, Tommaso Saporito - scrivono - e che dall’altra intervenga tempestivamente a garanzia del diritto alla salute dei cittadini». E.Del.

© RIPRODUZIONE RISERVATA