Riaperto lo Stelvio. «Per noi vuol dire
tornare liberi»

Bormio Passo transitabile con una settimana di anticipo. Oggi tocca anche all’Umbrail, il 27 maggio al Gavia. Inaugurata la nuova cabina Sifas sul primo troncone di funivia

Riaperto lo Stelvio. «Per noi vuol dire tornare liberi»
Il momento del disvelamento della nuova cabina

Da ieri alle 13 il passo dello Stelvio è tornato ad essere percorribile dal versante lombardo e da quello altoatesino. Oggi, alle 18, aprirà anche il passo Umbrail mentre, per il Gavia, occorrerà attendere ancora una settimana, fino al 27 maggio.

Una grande festa, quella di ieri in quota, per un duplice obiettivo: l’apertura della strada e l’inaugurazione, sul campo, della nuova cabinovia della Sifas che, dal prossimo fine settimana, rappresenterà quella “ciliegina sulla torta” nell’offerta turistica dello Stelvio.

Numerose le autorità intervenute alla cerimonia inaugurale: da Massimo Sertori , assessore regionale a enti locali, montagna e piccoli comuni, ai vertici di Anas e del parco nazionale dello Stelvio, al sindaco di Bormio Silvia Cavazzi unitamente all’assessore Samanta Antonioli e al collega primo cittadino di Stelvio Franz Heinisch .

Un “taglio del nastro” con una settimana di anticipo rispetto alla data di apertura prevista, fissata per il 28 maggio, possibile anche grazie alle temperature meteo registrate ed alle condizioni di transitabilità davvero perfette.

«Per Bormio l’apertura del passo – ha sottolineato Cavazzi – rappresenta un evento anche dal punto di vista emozionale, umano, ti dà un senso di libertà, di possibilità di contatti e collegamenti, di sana curiosità. Lo Stelvio rappresenta un luogo di lavoro ma anche un’area di importanti collegamenti, strategica ed importante dal punto di vista storico e turistico».

Una strada, quella dello Stelvio, che nel 2025 si appresta a festeggiare i suoi primi duecento anni e per la quale, già dal prossimo anno, sono previsti una serie di appuntamenti di rilievo e di avvicinamento alla data speciale. Ma ieri, tra i presenti al passo, c’erano due occhi che brillavano più degli altri. Erano quelli del “papà” dello Stelvio, Stefano Capitani (il figlio Umberto è il direttore della Sifas) che ha assistito all’inaugurazione delle moderne cabinovie, avvalorate da una tecnologia avanzata, che hanno impreziosito il primo troncone della funivia.

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