Pian di Gembro, futuro da scrivere

L’ente montano lascia la gestione

Da ottobre, in base alle norme regionali, entrerà a far parte del Parco delle Orobie. Si pensa alla formazione di un comitato ristretto di gestione per agevolare questa fase.

Pian di Gembro, futuro da scrivere L’ente montano lascia la gestione
Passerelle nel Pian di Gembro

A partire dal 18 ottobre 2018 la Comunità montana di Tirano cesserà definitivamente la propria gestione nei confronti della riserva naturale Pian di Gembro, istituita nel 1988 con deliberazione della Regione Lombardia per tutelare le caratteristiche naturali e paesaggistiche della torbiera e dell’ambiente ad essa circostante, disciplinare e controllare la fruizione del territorio a fini scientifico-ricreativi.

Il punto della situazione sul futuro della riserva che, in base alla legge regionale (n.134 del 15 novembre 2016) in merito al riordino dei parchi, ha previsto che Pian Gembro entri a far parte del Parco delle Orobie, viene fatto dal presidente della Comunità montana di Tirano, Gian Antonio Pini.

L’ente comprensoriale peraltro esercita la sua funzione sulla riserva, definita parziale botanica, attraverso un consiglio di gestione che – ad oggi – però non è stato ancora rinnovato dopo le formazione della nuova giunta esecutiva della Cm.

«Entro il 18 aprile i Parchi formuleranno la loro proposta di ambito – afferma Pini -. Probabilmente per noi resterà come referente un unico Parco Orobie, da capire se con due sedi distaccate, valtellinese e bergamasca, o con una sola sede che potrebbe essere quella bergamasca. La Regione entro il 18 luglio approverà le proposte. Nei successivi quattro mesi, con termine il 18 gennaio 2018, dovranno essere sottoscritte le convenzioni fra le riserve e il soggetto Parco individuato per regolamentare la fase transitoria che terminerà il 18 ottobre 2018 con la cessazione della gestione della Cm della riserva».

Questo l’iter burocratico. Ma al territorio – in particolare al Comune di Villa sotto il quale insiste la riserva di Pian Gembro – interessa capire come il passaggio verrà compiuto e quale sarà dunque il futuro di quest’area di indiscusso valore su cui l’organo mandamentale ha investito in questi anni.

«Il comitato di gestione, effettivamente, non è stato più rinnovato, anche perché si era in attesa di capire le novità legate alla legge regionale – prosegue Pini -. Ho parlato con il sindaco di Villa, Franco Marantelli, che mi ha suggerito di rinnovare il comitato in modo che ci si possa confrontare per fare delle proposte a chi prenderà in mano Pian Gembro». Anche sulla composizione del consiglio di gestione occorrerà un chiarimento. In base al regolamento della riserva, infatti, il consiglio è composto da cinque membri: il presidente della Cm di Tirano o un suo delegato, il sindaco di Villa o un suo delegato, due esperti di botanica e idrobiologia e un consigliere della Cm nominato con deliberazione dell’assemblea. In sostanza un comitato “light” - ovvero per trattare il delicato passaggio della riserva – non sarebbe previsto, anche se la minoranza consigliare di Villa chiede di essere coinvolta. «La composizione è quella indicata sul regolamento – spiega Pini -, ma siamo disposti a creare un comitato ristretto che agevoli questa fase. Nel giro di breve tempo sarà mia cura occuparmene. Peraltro gli argomenti che andranno discussi riguardano anche la gestione dell’aula didattica e del ristoro di Pian Gembro. Credo che gli immobili resteranno di proprietà della Cm. Nel caso del ristoro la Cm continuerà ad affidarlo in gestione, mentre l’aula didattica potrebbe essere data al Parco».

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