Manomessa la seggiovia San Colombano. Tagliati i cavi elettrici, sparite le chiavi

Valdisotto Ieri l’amara scoperta degli operai che si stavano occupando della manutenzione. Giacomelli della Sib: «Scherzo di cattivo gusto o il tentativo di posticipare la fine dei lavori»

Manomessa la seggiovia San Colombano. Tagliati i cavi elettrici, sparite le chiavi
Secondo Giacomelli: «Sapevano esattamente dove mettere le mani»

Un’amara scoperta, ieri mattina, per il team di lavoro degli impianti di risalita della ski area del San Colombano, nel territorio comunale di Valdisotto.

Il responsabile degli impianti di risalita, il capo servizio Demis Salandi, recatosi sul posto di lavoro si è trovato davanti a una brutta sorpresa: la porta del container all’arrivo della seggiovia “La Rossa-San Colombano” era stata forzata ed era stata rubata la console per il comando dell’impianto. Ma non è tutto.

Il furto delle chiavi

Sparite nel nulla anche tutte le chiavi presenti all’interno del container, chiavi delle varie cabine seggioviarie e del ristoro in quota. Un ulteriore ed evidente danno è stato il taglio di tutti i cavi per la conduzione di elettricità agli impianti. Sconcerto e incredulità di fronte all’accaduto sia da parte degli operai e del personale presente sul posto sia da parte dell’amministratore delegato della Sib (Società Impianti Bormio) Valeriano Giacomelli, immediatamente informato dell’accaduto.

«Si tratta di un bottino - ha commentato - di alcune migliaia di euro, ancora da verificare, che non ci farebbe, anche se il condizionale in questi casi è d’obbligo, pensare al colpo di ladri alla ricerca di una ricca refurtiva ma più all’azione vandalica di persone che conoscevano molto bene gli ambienti e che hanno voluto in questo modo bloccare o rallentare l’operatività dell’azienda. Sapevano esattamente dove mettere le mani».

«Non si sono soffermati a rubare attrezzature o altri componenti di valore. Ipotizziamo - ha continuato Giacomelli - che questi abbiano agito puramente per sabotare l’impianto in quello che immaginiamo sia uno scherzo di cattivo gusto o un tentativo di impedirne o posticiparne l’apertura. Si è trattato di un’azione gravissima che ci lascia sgomenti. Gli interrogativi aperti sono tanti: siamo sbalorditi dinanzi a un gesto così vigliacco». Il capo servizio e gli operai si erano infatti recati sul posto per proseguire i lavori di revisione generale dell’impianto che, prima dell’apertura invernale, è sottoposto ai collaudi dell’Ansfisa (Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali) le cui opere, dopo l’accaduto, non potranno che subire una pesante battuta di arresto.

Un danno per l’intera zona

«Questo gesto ignobile - ha sottolineato l’amministratore delegato - rallenta gravemente i lavori manutentivi. Avevamo un cronoprogramma molto serrato da rispettare e ora la programmazione subisce un brusco arresto. Speriamo di riuscire a fare in tempo a concludere i lavori di revisione entro i termini prestabiliti dal Ministero. Sarebbe un gravissimo danno non farcela, per la ski area ma non solo: si tratta di un danno che colpisce l’intero comparto turistico invernale del territorio».

La società ieri ha sporto denuncia alle autorità competenti per far luce sull’accaduto.

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