Mancano gli ausiliari nelle case di riposo: corsi di formazione a costo zero

Sanità A disposizione un centinaio di posti, alcuni sono ancora liberi

Mancano gli ausiliari nelle case di riposo: corsi di formazione a costo zero
In provincia di Sondrio mancano circa 600 persone tra operatori e assistenti socio sanitari

É corsa contro il tempo per dare il via alla formazione di un “parco” Asa, ausiliari socio assistenziali, che possa rimpolpare gli organici ormai ridotti all’osso delle Rsa e di altre realtà cooperative che operano nel sociale. Si parla di 80-100 posti a disposizione in tutta la provincia, per corsi che dovrebbero partire entro il 10 ottobre.

«Io spero anche prima - dice Costantino Tornadù, presidente della Fondazione casa di riposo “Città di Sondrio” -, perché il bisogno che abbiamo tutti è enorme e il percorso formativo è articolato e richiede tempo, però diciamo che siamo sulla buona strada».

Il percorso

Il 50% delle persone che si erano candidate a Sondrio in una prima fase, in risposta all’appello lanciato dalla Rsa presieduta da Tornadù, entrerà nel percorso di formazione e già si tratta di un buon numero di persone, dopodiché sono ancora aperte le possibilità di candidatura sugli altri mandamenti provinciali, perché le domande possono essere ancora inviate alla Rsa Villa del Sorriso per il distretto di Bormio ([email protected]), alla cooperativa San Michele per il distretto di Tirano ([email protected]), alla Rsa Ambrosetti Paravicini per la zona di Morbegno ([email protected]) e alla casa di riposo Città di Chiavenna per la Valchiavenna ([email protected]).

A sostenere il percorso di formazione sarà in larga misura l’ente Provincia, che ha messo sul piatto 100mila euro, mentre altri 51.600 euro verranno assicurati dagli attori del progetto, ovvero le 16 Rsa aderenti e le società cooperative, che a vario titolo si occupano di servizi sociali e socio sanitari, come la San Michele di Tirano, il Grandangolo di Sondrio, L’Arca di Chiavenna, L’Impronta di Livigno, Nisida di Chiavenna e Stella alpina di Bormio.

L’obiettivo è fare in fretta, arrivando a completare la qualifica per tutti i candidati inseriti nel progetto formativo entro 12 mesi dall’avvio del medesimo, tenuto conto che la carenza di personale è drammatica.

Basti dire che, su 19 enti gestori considerati, il fabbisogno di ausiliari socio assistenziali, in provincia di Sondrio nei prossimi tre anni è di 243 unità, mentre il fabbisogno di operatori socio sanitari è addirittura, superiore: 257 unità nel triennio, delle quali 120 in Asst Valtellina e Alto Lario e 87 nelle altre realtà socio sanitarie territoriali. Infine, per quanto riguarda gli infermieri, il fabbisogno totale nel triennio è di 161 unità, delle quali 60 solo in Asst Valtelllina e Alto Lario.

L’intesa

Numeri utili anche a quanti sono alla ricerca di un lavoro ed intendono intraprendere la strada del socio sanitario, socio assistenziale ed assistenziale. Resta talvolta la difficoltà, per persone non più giovanissime o uscite dal mondo del lavoro, di pagare i corsi di formazione che viaggiano sui 1.800 euro per gli Asa e sui 2.000 per gli Oss. Proprio per questo la Provincia e gli enti gestori hanno messo a punto il progetto, d’intesa con la Prefettura che aveva fatto da collante nel recente passato su questa tematica.

Progetto che contiene l’esborso dello studente in 366 euro da versare ad inizio percorso, rimborsabili dalla struttura socio sanitaria locale che accoglierà l’ausiliario socio assistenziale, formato con un contratto iniziale di minimo 12 mesi. Ferma restando una penale di 500 euro nel caso in cui lo studente non porti a termine il percorso formativo.

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