«M25, una ricompensa a chi parla»

La Lega antivivisezione promette 5mila euro a chi darà informazioni sulla fine che ha fatto l’orso. Sbarra: «Manca dalla scorsa primavera, non può essere sparito. E se qualcuno lo ha ucciso ha commesso un reato».

«M25, una ricompensa a chi parla»
M25 immortalato da una fototrappola predisposta nei pressi di una carcassa lasciata dall’orso nella zona del Tiranese

Una ricompensa di 5mila euro a chiunque fornirà informazioni utili per ritrovare M25. O meglio, per sapere che fine ha fatto l’orso, visto che ormai ci sono poche speranze di trovarlo ancora in vita.

L’iniziativa è della Lega antivivisezione italiana, che scende di nuovo in campo (non è la prima volta che si interroga sulla fine del plantigrado) e torna a puntare i riflettori su M25 del quale non si sa più nulla dalla scorsa primavera. «Lav - affermano Stefania Sbarra, referente della sezione di Sondrio e Massimo Vitturi, responsabile nazionale della Onlus- è fermamente decisa a perseguire la verità. Siamo convinti che nella vicenda dell’orso M25 molte persone siano in possesso di informazioni utili a fare definitiva chiarezza sui motivi e sulle responsabilità legate alla sua sparizione, siamo convinti che la ricompensa fornirà una buona motivazione in più perché coloro che sanno qualcosa prendano coraggio ed escano dall’ombra».

Non fa mistero Stefania Sbarra che nella sede sondriese siano pervenute indiscrezioni «che portano a considerare l’uccisione dell’animale come “risoluzione” alle incapacità degli enti preposti a gestire al meglio le inevitabili conflittualità tra l’orso e quella fetta di contesto sociale ed economico riottoso alla sua presenza, contesto inoltre fomentato da uno scenario collettivo e mediatico di isteria apocalittica».

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