Livigno senza vigili del fuoco. Il sindaco Galli: «Sono molto preoccupato»

Lo stop al servizio il sindaco ho chiesto un incontro urgente al comandante provinciale. Il nodo è la mancanza di corsi per formare nuovo personale - «Ho fiducia in una soluzione»

Livigno senza vigili del fuoco. Il sindaco Galli: «Sono molto preoccupato»
Il sindaco nella galleria del Gallo con i pompieri livignaschi

Il sindaco Remo Galli si schiera al fianco dei pompieri volontari costretti a incrociare le braccia dal 10 ottobre al 20 dicembre negli orari diurni perché di giorno tanti di loro non sono a Livigno e quindi non si può garantire il servizio.

«Sono molto preoccupato perché Livigno ha bisogno dei suoi volontari - afferma Galli -. Ho chiesto un incontro al comandante provinciale dei vigili del fuoco, Elvio Porcedda -. Mi auguro prevalga il buon senso e che si trovi subito una soluzione considerato l’importante lavoro in termini di sicurezza del territorio e di gestione delle emergenze garantito dai nostri pompieri». Il sindaco è la voce dei timori della popolazione.

La burocrazia ha spento la missione dei volontari del fuoco di Livigno di correre in auto di tutti coloro che hanno bisogno. La mancanza di un numero sufficiente di volontari in grado di garantire una pronta risposta in caso di chiamata, ha costretto nei giorni scorsi il capo distaccamento, Achille Gurini, a prendere atto dell’impossibilità di garantire quel pronto intervento che a Livigno esiste da una settantina di anni.

Al comando provinciale dei vigili del fuoco provinciale a Sondrio non è rimasto che constatare che d’ora in poi di giorno il peso degli interventi nel Piccolo Tibet sarà esclusivamente sugli effettivi in servizio nella caserma di Valdisotto. Una tegola che piove ancora in testa al sindaco Galli, che nel suo mandato ha dovuto fare veramente i conti con più di una problematica.

Dalla pandemia alla carenza di medici in loco, le questioni scottanti non sono davvero mancate sulla scrivania del primo cittadino. Un tempo attaccante nella squadra di pallone del paese, ora è diventato un difensore dei diritti dei suoi concittadini come il nuovo ruolo gli impone. Solo poche settimane l’emergenza idrica risolta con l’ordinanza che ha obbligato A2A al rilascio di più acqua.

Ora l’allarme passa da sorella acqua a fratello fuoco. La questione che brucia è il futuro del distaccamento del paese, con la consapevolezza che il problema va risolto alla svelta perché, visto che l’attività dei vigili del fuoco è momentaneamente sospesa, per gestire un qualsiasi evento avverso occorre l’aiuto di forze provenienti da fuori paese.

«So che qualcosa si sta muovendo e ho fiducia che il comando provinciale trovi una soluzione nel breve, perché ne va della sicurezza dei cittadini», è il messaggio di speranza che il sindaco manda ai livignaschi, lodando i pompieri del comandante Gurini.

«Sono ragazzi che lavorano per il proprio paese, con tanta passione. Da sindaco sono orgoglioso di loro e continueremo come Comune a stare al loro fianco sostenendoli con tutte le nostre forze. Spero che presto il comando di Sondrio possa attivare i corsi per formare nuovi ragazzi. So che ci sono delle difficoltà, ma va trovata una soluzione e far prevalere il buon senso. Sono ottimista, speriamo in bene».

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