«Jacopo, ci manchi        Sarai sempre la nostra guida»
Jacopo Compagnoni

«Jacopo, ci manchi

Sarai sempre la nostra guida»

Lettera aperta degli amici in memoria di Jacopo Compagnoni, 40 anni, morto la scorsa settimana travolto da una valanga a Valfurva

Una settimana fa, è mancato per un incidente in montagna Jacopo Compagnoni , 40 anni, guida alpina e maestro di sci di Santa Caterina. Una disgrazia mentre affrontava un canalone delle sue montagne della Valfurva. È infinito l’affetto dei suoi amici della montagna.

«Jacopo ha lasciato una valle intera e una piccola comunità, quella degli amanti della montagna, attoniti e increduli davanti a questa immensa fatalità - affermano gli amici - . Tutti noi ci chiediamo continuamente “perché?”, ma soprattutto stentiamo a credere che sia successo a lui e proprio in questo modo, sulle nostre montagne di casa, quelle che lui conosceva palmo a palmo e che osservava quotidianamente per cogliere anche le minime trasformazioni del manto nevoso. Non ci capacitiamo, ma alla fine dovremo accettare quello che è stato».

«Ci rasserena immaginarlo davanti a una birra a dirci: “Purtroppo sappiamo che la montagna può anche essere questo!”. Ha ragione, lo sappiamo noi, che in montagna ci andiamo e che non smetteremo mai di andarci: possiamo limitare il rischio, ma purtroppo annullarlo ci è impossibile. E allora, non possiamo che tenerlo vivo nei ricordi indelebili che è stato in grado di regalare a tutti noi nelle bellissime giornate trascorse in montagna. Era contagioso… chiunque entrasse nella sua orbita, non poteva che innamorarsi della montagna e vivere in maniera entusiasta qualsiasi giornata».

I ricordi sbocciano come fiori a primavera: «Lo ricordiamo leader del gruppo ad organizzare trasferte in montagna con i suoi amici di infanzia di Santa Caterina: l’aveva nel Dna la voglia di condividere con gli altri questa sua grande passione e di trasmetterla a tutti, tanto che era riuscito a farne la sua professione».

«Non faceva selezione all’ingresso, non guardava le abilità degli altri… era talmente bravo nel valutare le condizioni e, se necessario, anche nel dire di no che riusciva a programmare uscite in base alle capacità delle altre persone. Più volte siamo tornati indietro: come dimenticare quella volta all’attacco della Biancograt oppure a metà delle 13 cime. Eppure eri talmente innamorato di questa vita che non lo abbiamo mai visto arrabbiato o dispiaciuto, trovava il modo di far rientrare a casa tutti soddisfatti anche senza aver raggiunto la cima. Jacopo aveva qualcosa che non tutti hanno: una passione sfrenata, un cuore grande e generoso e una capacità immensa di dare fiducia agli altri».

«Le tue inclinazioni ti hanno portato, negli ultimi anni, a prendere per mano anche i più giovani o gli atleti che volevano avvicinarsi a questo mondo. Insomma, era un maestro che ha fatto crescere tanti discepoli della montagna. Per questo vogliamo ringraziarlo, per averci trasmesso questa sua passione e per averci fatto legare in cordata con lui: è stato un onore e qualcosa che ognuno, intimamente, si porterà nel cuore per tutta la vita. Allora vogliamo pensare che sarà ancora con tutti noi, legato all’altro capo della corda ogni volta che giungeremo in cima o anche solo guarderemo in alto.Gli chiediamo di guidarci da lassù, ma soprattutto di legare in cordata ciò che di più caro ha lasciato qui, le sue piccoline e la sua famiglia, e di accompagnarli, come solo lui sai fare, lungo la cresta della vita! Ti vogliamo bene Jacopo e rimarrai vivo nel cuore di tutti noi».
Paolo Ghilotti


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