Inchiesta sui rifiuti a Livigno. Il sindaco Galli: «Io estraneo, chiarirò tutto»

Livigno Il sindaco: «Piena fiducia nella magistratura». Il sistema fraudolento per lo smaltimento dei rifiuti ipotizzato risale indietro negli anni fino al 2007

Inchiesta sui rifiuti a Livigno. Il sindaco Galli: «Io estraneo, chiarirò tutto»
Tra i due agenti con la bicicletta, tre degli indagati: da sinistra il comandante della polizia locale Cristoforo Franzini (sospeso dall’incarico), l’ex sindaco Damiano Bormolini e l’attuale primo cittadino Remo Galli

Il sindaco di Livigno, Remo Galli, si dichiara estraneo ai fatti contestati e fiducioso che questo emergerà: è il solo, al momento, tra le persone coinvolte nella clamorosa inchiesta sul traffico illecito di rifiuti che ha scosso il Piccolo Tibet, a voler rilasciare una seppur breve dichiarazione. E intanto emergono nuovi particolari in merito all’indagine. «Sono ipotizzati fatti di origine remota, ai quali mi ritengo del tutto estraneo - le parole dell’attuale primo cittadino, mentre il comandante della Polizia locale, Cristoforo Domiziano Franzini, l’ex sindaco Damiano Bormolini e l’assessore Christian Pedrana, contattati, non intendono rilasciare dichiarazioni -. Fornirò senz’altro nelle sedi opportune ogni chiarimento sulla mia posizione, confidando in piena fiducia nell’operato della magistratura».

Livigno era stato al centro anche di un altro clamoroso caso, non più tardi di due mesi fa: l’inchiesta dell’Antitrust sul presunto “cartello” dei benzinai, per concordare un unico prezzo del carburante in tutto il territorio comunale, in cui la vendita è defiscalizzata. A breve sono attese le conclusioni.

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