«In Alta Valle una mazzata
Abbiamo il 10% dei turisti»

Fortissimo calo delle presenze, pesa la chiusura dello sci

«In Alta Valle una mazzata Abbiamo il 10% dei turisti»

È praticamente nulla la presenza turistica in Alta Valle, forse il 10% di quello che era la media di questo periodo, quando era praticamente impossibile trovare un posto libero nell’intero comprensorio sciistico che da Valdisotto comprende Bormio, Santa Caterina, Valdidentro e Livigno.

Il pienone è solo un ricordo, ma con le norme che impediscono gli spostamenti e con gli impianti di risalita chiusi era, purtroppo, prevedibile il drastico crollo della presenze. A completare l’opera, l’assenza dei cenoni di Capodanno negli scenari suggestivi. Flessione netta ovunque, un crollo a livello di seconde case che è stato solo un po’ attutito a Valdidentro: «Abbiamo il 50-60% delle presenze - assicura il sindaco, Massimiliano Trabucchi-. È arrivata la gente che ci attendevamo. Con gli impianti di sci chiusi, le mete preferite oltre alla pista di sci di fondo sono la strada di Cancano e la Val Viola, nelle quali ci sono percorsi per le ciaspole». Per fortuna niente assembramenti, come lo stesso primo cittadino di Valdidentro aveva temuto quando è diventata realtà la mancata apertura degli impianti di risalita.

«Non c’è nessuno, sembra di essere in piena stagione morta - afferma il sindaco di Valdisotto, Alessandro Pedrini -. Vedo la gente fuori dai negozi, ma sono tutti del posto. Credo ci sia il 10% di quello che c’era solitamente in questo periodo dell’anno». Turisticamente Valdisotto è una sorta di Bormio 2, una appendice della Contea e le tempistiche della presenza dei turisti sono le stesse. «Da dopo Natale all’Epifania - rivela Pedrini -. Devo dire che i cittadini hanno rispettato le norme. Chi ha la casa in affitto è arrivato prima del 23, quando ancora si poteva. Anche i proprietari delle seconde case hanno rispettato i tempi, ma c’è davvero poca gente».

Stessa situazione a Bormio: «I consueti numeri che facevamo vanno divisi almeno per due», afferma nel parterre desolatamente vuoto della pista Stelvio, nonostante sia in corso la libera di Coppa del mondo, il sindaco Roberto Volpato. Gli fa eco il presidente di Bormio Marketing, Mauro Bassi: «Sicuramente abbiamo molte meno presenze che in passato».

Solo tre strutture

Situazione non facile anche a Santa Caterina Valfurva: «Sono aperti solo tre alberghi e c’è poca clientela anche in quelli - svela il presidente della Pro loco, Alvaro Pedranzini -. Stiamo lavorando bene con la pista di sci di fondo, abbiamo buone presenze anche grazie all’arrivo di appassionati dai comuni limitrofi. Ma i turisti praticamente non ci sono. Abbiamo qualcuno nelle seconde case, ma registriamo una presenza del 10% rispetto a quella che avevamo in passato. Non c’è nulla da fare, è lo sci alpino il traino del nostro turismo. Con gli impianti di risalita chiusi la gente non viene, purtroppo non riapriranno neanche il 7. La speranza è che torni libera la circolazione, in maniera che possano giungere i turisti dello sci di fondo o delle ciaspole per fermarsi a gustare le prelibatezze gastronomiche della zona».

Anche a Livigno il segno meno è gigantesco. Nel Piccolo Tibet le secondo case sono poche rispetto alla percentuale delle altre stazioni turistiche e quindi, con tanti alberghi chiusi, inevitabilmente le presenze sono drasticamente crollate. Solitamente i turisti italiani giungevano in paese poco dopo Natale. Quest’anno non ci sono loro e non ci sono nemmeno gli stranieri. Con gli impianti di risalita chiusi anche il fascino della località appare offuscato.

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