Il nonno assassino resta in cella

«Potrebbe inquinare le prove»

Il pensionato accusato di aver ucciso la nuora non ha ottenuto i domiciliari.

Il nonno assassino resta in cella «Potrebbe inquinare le prove»
Omicidio di Villa di Tirano, Enrico Ferrari oggi in Tribunale
(Foto di Luca Gianatti)

Per quasi due ore questa mattina Simone Enrico Ferrari, il nonno di Villa di Tirano che venerdì sera ha ucciso la nuora, Moria Giacomelli, dopo essersi sentito dire che non avrebbe più rivisto i suoi due nipotini, ha raccontato la sua verità al giudice Carlo Camnasio, tenuto a convalidare l’arresto dell’uomo che dopo i fatti si è costituito spontaneamente. Ferrari voleva precisare meglio alcuni punti di quella confessione resa venerdì notte nella caserma dei carabinieri di Tirano. «Ma per quanto si sia sforzato di parlare - ha dichiarato ieri il suo legale, Giordana Caelli - il signor Ferrari non è riuscito a ricordare esattamente cosa è successo quella sera prima, durante e dopo il delitto... Non è scarsa collaborazione la sua, ma semplicemente è ancora sotto choc».

Respinta la richiesta degli arresti domiciliari che il suo legale ha presentato allegando diversi certificati medici. L’avvocato si era anche offerto di trovare una sistemazione per il pensionato che di fatto non ha più una casa, dal momento che sia l’appartamento di via Sonvico al 51 - dove ha ucciso Moira - sia i locali in affitto dove vive da quando si è separato, sono stati posti sotto sequestro dalla Procura di Sondrio.

Le condizioni sanitarie dell’uomo - che dieci anni fa ha subito un trapianto di cuore - non sono state quindi ritenute più impellenti rispetto alle esigenze cautelari in ordine sia alla pericolosità, sia alla reiterazione del reato, sia - infine - al pericolo di inquinamento del quadro probatorio.

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