Covid, a Sondalo i ricoverati salgono a 25

Da lunedì al Morelli apre un altro reparto

Saporito: «I dati iniziano a preoccupare, dobbiamo frenare la curva in crescita

Covid, a Sondalo i ricoverati salgono a 25 Da lunedì al Morelli apre un altro reparto

Non è uno tsunami, ma la quarta ondata è in arrivo anche in provincia di Sondrio. E il campanello d’allarme arriva, come sempre, dal centro Covid Morelli di Sondalo dove, i ricoverati, sono saliti a 25 contro i 19 di una settimana fa. Numeri bassissimi, se rapportati a quelli dello stesso periodo dello scorso anno, quando, i posti letto occupati, erano 190, ma indicativi di una ripresa della recrudescenza del virus e delle ospedalizzazioni che obbligano, Asst Valtellina ed Alto Lario ad aumentare i posti letto dedicati, aprendo, da lunedì, un secondo reparto, sempre collocato nel primo padiglione.

«Teniamo monitorato»

«Seguiamo con preoccupazione quanto sta avvenendo - assicura Tommaso Saporito, direttore generale di Asst Valtellina e Alto Lario -, e siamo organizzati per accogliere i pazienti, sia con riguardo agli spazi, sia rispetto al personale necessario, ma l’auspicio è che il numero non aumenti ulteriormente».

Da settimane, la situazione, è osservata speciale, soprattutto con riguardo alle ospedalizzazioni, ma, fino a pochi giorni fa, il flusso dei nuovi ricoveri era compensato dalle dimissioni, per cui era possibile un bilanciamento, oggi, invece, saltato, per effetto dell’aumento dei contagi.

Che è nei numeri, forniti dall’Ats della Montagna, la quale, nel suo nuovo report, emanato proprio ieri, indica in 378 i casi attivi in provincia di Sondrio, laddove, nell’ultimo report che aveva inviato, il 14 ottobre scorso, erano fermi a 66, per giunta in calo. Per cui, in un mese e mezzo, il totale dei casi attivi si è quasi comprende bambini al di sotto dei 12 anni, portatori di sintomi lievi se non, addirittura, asintomatici, riguarda anche persone adulte con sintomi tali da richiedere il ricovero.

Necessario, soprattutto, laddove si tratti di persone non vaccinate o di persone indebolite da patologie pregresse.

«Abbiamo un’arma formidabile per contrastare il coronavirus - insiste il direttore Saporito -, ed è rappresentata dal vaccino, per cui, l’auspicio, è che anche chi, finora, non l’ha fatto, si prenoti per la vaccinazione, compiendo un gesto di grande responsabilità, per se e per gli altri. Nessuno dimentica quanto avvenuto l’anno scorso e, se oggi il problema è contenuto e la libertà di movimento è garantita, lo si deve a tutte le persone, moltissime, che si sono vaccinate».

Il che ha prodotto una riduzione drastica anche della mortalità, in quanto siamo passati dagli otto decessi in due giorni dello stesso periodo dello scorso anno (con 74 morti totali nel novembre 2020), ai due decessi avvenuti, in provincia, nelle ultime settimane. Uno riferito ad un no vax, ha scosso le coscienze della sua terra d’origine, spingendo tante persone dell’Alta Valle a vaccinarsi.

Tutto esaurito

Tant’è che, i numerosi slot ancora disponibili al Polifunzionale di Villa di Tirano, sono andati completamente esauriti per effetto di questa importante richiesta di prime dosi di vaccino, giunta dall’Alta Valtellina.

Importante anche, nel tentativo di salvaguardare l’attività ordinaria degli ospedali, compreso il Morelli, che, certamente, da una recrudescenza del Covid non avrebbe nulla da guadagnare nei termini di avamposto, qual è, della sanità di montagna, con particolare riguardo al presidio del proprio territorio di appartenenza.

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