Confortola: «Sospesi entrambi nel vuoto
E quell’aereo a ogni movimento oscillava»

Ultraleggero finito contro la seggiovia a Prato Valentino, l’alpinista estremo (11 ottomila nelle gambe) che presta servizio come tecnico di elisoccorso nella base di Caiolo racconta un intervento non comune.

La racconta con naturalezza, come se stesse ricordando una delle sue tante avventure sugli 8mila. Ma anche per uno esperto come Marco Confortola, l’alpinista estremo (11 ottomila nelle gambe) che presta servizio come tecnico di elisoccorso nella base di Caiolo, quello di domenica non è un intervento comune. Ed è stato molto, molto rischioso.

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«Come abbiamo visto la scena dall’elicottero di Elisondrio ci siamo resi conto che non mi avrebbero potuto calare con il verricello. Il rischio che il flusso d’aria emesso dall’eliambulanza facesse sbilanciare quel rottame era davvero molto alto. Così mi sono fatto lasciare a terra, mi sono arrampicato sul pilone e dopo aver raggiunto una delle corde portanti della seggiovia mi sono assicurato e ho iniziato una lentissima manovra di avvicinamento», racconta “il Selvadek”, “il selvatico”, come ormai lo chiamano tutti. «Il passeggero era seduto sull’ala, ma faceva fatica a reggersi in equilibrio. Il mezzo oscillava ed era in equilibrio precario. Lui era terrorizzato che potesse precipitare, io che si facesse prendere dal panico. Così gli ho detto di non fare nulla e di obbedire ai miei comandi».

Il video girato da chi stava a terra in quel momento è impressionante e mostra Marco Confortola mentre armeggia con moschettoni e corde e l’ala del velivolo che si inclina pericolosamente. Ma il Selvadec non ha mai mostrato un momento di cedimento. Con voce sicura ha dato nuovi comandi, ha passato la corda a Sergio Plesani - questo il nome dello sfortunato passeggero -, lo ha imbragato e lo ha fatto alzare in piedi. A quel punto sono state fatte allontanare tutte le persone che si trovavano nei pressi e Confortola lo ha calato lentamente nel vuoto. Sino a toccare di nuovo terra.

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