L’addio a Paolo, dopo la morte nei boschi: applauso finale sulle note di Marley

Ultimo saluto Tanti amici anche dalla Valtellina al funerale dell’erbese morto per un malore mentre cercava funghi in Valdidentro. Lo striscione con le note reggae sul sagrato. L’abbraccio di Giada ai genitori del compagno e il ricordo dei giorni spensierati

L’addio a Paolo, dopo la morte nei boschi: applauso finale sulle note di Marley
Sulla bara di Paolo Marieni un foglio con disegni e cuoricini

Gli amici di Erba e della Valtellina, le parole dei sacerdoti che lo hanno visto crescere, il saluto finale con la musica di Bob Marley. Lacrime, certo, ma anche qualche sorriso ricordando i bei tempi andati.

Tante persone hanno partecipato ieri al funerale di Paolo Marieni, l’erbese di 39 anni morto giovedì a Valdidentro a causa di un malore mentre cercava funghi nel bosco. L’allarme è scattato in serata, quando la compagna Giada non l’ha visto rientrare: dopo una notte di ricerche, il corpo è stato rinvenuto venerdì mattina dai soccorritori.

Paolo è nato e cresciuto a Erba, ma da qualche anno risiedeva stabilmente in Valtellina dove lavorava in campo turistico. La sua famiglia, che vive a Crevenna, è molto conosciuta: papà Antonello è fondatore del gruppo culturale La Martesana.

Consolazione

«Questa chiesa pur grande - ha detto don Ettore Dubini nel corso dell’omelia - non riesce a contenere tutti, per i familiari di Paolo è una consolazione sapere che siamo tanti. Oggi siamo vicini ai suoi genitori, Antonello e Maria Elena, e a Giada: molti gli hanno voluto bene, tanti amici lo hanno apprezzato sin da quando era piccolo».

Paolo, ha ricordato don Ettore, «sapeva riempire la vita di passioni oltre al lavoro. Frequentando casa Marieni negli ultimi giorni ho visto tante persone portare parole di vera consolazione: saranno utili, il dolore va attraversato. L’altro giorno Maria Elena ha preso un’icona della Madonna della Tenerezza e l’ha posata sulla bara del suo Paolo, dicendo “ora sei nell’abbraccio di un’altra mamma”: è proprio così, e anche Maria è sopravvissuta alla morte di un figlio». Tutta la messa è stata accompagnata dal coro diretto da Giovanna Marelli. La musica è stata protagonista anche all’uscita.

Uno striscione e tre canzoni reggae. Gli amici di Erba e della Valtellina hanno voluto salutare Paolo Marieni con una nota di colore al termine del funerale. Fuori dalla chiesa è stato affisso uno striscione con la scritta “Ciao Paolino”, affiancata dal disegno di una palla da basket - lo sport preferito di Paolo, praticato sin dalla gioventù - e un fungo, di cui andava sempre a caccia.

Il saluto

Poi, da un amplificatore, è arrivata la voce di Bob Marley. Prima “One Drop”, poi “One Love”: a quel punto Giada, la compagna di Paolo appena uscita dalla chiesa, ha iniziato a battere le mani commossa e tutti l’hanno seguita.

Quando il carro funebre ha lasciato il sagrato della chiesa - dopo un abbraccio tra i genitori e la compagna Giada - gli amici hanno salutato Paolo con “Redemption Song”, una delle canzoni più belle e struggenti del musicista giamaicano. Poi è stato il tempo dei saluti, delle lacrime e di tanti abbracci.

Ma anche di qualche sorriso, ricordando i tempi spensierati dell’oratorio quando la vita sembrava ancora lunghissima.

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