“Archeofilo” e alpino Gli Amis de san Giuan festeggiano don Mario
Don Mario posa con il gruppo degli “Amis de san Giuan” organizzatori della intensa tre giorni di festa

“Archeofilo” e alpino Gli Amis de san Giuan festeggiano don Mario

Il quarantesimo di sacerdozio dell’amministratore parrocchiale clou delle iniziative che hanno vivacizzato il fine settimana di Teglio

Quando si parla della festa patronale di san Giovanni di Teglio, promossa da anni dall’associazione “Amis de san Giuan”, non si deve pensare che tutto si “riduca” a qualche serata con le gambe sotto il tavolo assaporando prodotti tipici locali – ma già questo sarebbe abbastanza per qualche avventore -, perché la manifestazione racchiude in sé tanti altri significati: quello religioso, quest’anno con i festeggiamenti del quarantesimo sacerdozio dell’amministratore parrocchiale, don Mario Simonelli, quello profano e folkloristico con la raccolta delle erbe curative e propiziatorie di San Giovanni poi riunite in cesti da distribuire alla gente e quello sociale, con la raccolta di fondi per i lavori utili nella frazione.

Ecco che, anche quest’anno, la festa partita venerdì scorso e conclusa ieri pomeriggio, è stata molto sentita e partecipata. «Abbiamo voluto festeggiare degnamente i 40 anni di sacerdozio di don Mario – spiega il presidente degli Amis, Flavio Bottoni -, così durante la Messa, concelebrata insieme all’arciprete don Flavio Crosta, don Mario ha ricevuto in dono dalla comunità una stele di pietra in ricordo di questo momento». Una stele scelta proprio per alludere alla grande passione per l’archeologia di don Simonelli, «archeofilo», come gli piace definirsi. La stele rappresenta la chiesa di san Giovanni e pure il cappello d’alpino, visto che don Mario è tenente alpino.

Passando al lato conviviale, venerdì sera, c’è stata la cena con menù saraceno a numero chiuso (250 persone) che ha avuto moltissime richieste, tanto che qualcuno non è riuscito a trovare posto. Serata libera, invece, quella di sabato dove – nonostante il caldo afoso – tantissime persone hanno raggiunto Cà di Scranz per abbuffarsi di pizzoccheri e sciatt.

«Abbiamo distribuito 250 porzioni di pizzoccheri e 500 di sciatt, oltre alle altre proposte culinarie - prosegue Bottoni -. Direi che se l’anno scorso è andata bene, quest’anno ancora di più. Mi fa piacere che la nomea della sagra si sia diffusa tanto che i visitatori provenivano da Valdisotto e Bormio fino alla Valchiavenna».

Più “paesano” il pranzo di ieri a base di polenta taragna, che ha comunque portato centinaia di persone a San Giovanni, invogliate ancora di più alla gita dail fresco dopo i temporali della notte. Infine l’aspetto benefico: con i fondi raccolti lo scorso anno con le feste e il mercatino dell’usato promosso da hobbiste, nelle scorse settimane gli Amis hanno sistemato alcune strade, fra cui l’antica strada romana per Teglio rifacendo muretti e il terreno. Inoltre è stato predisposto l’impianto microfonico nella chiesa parrocchiale. Obiettivi del 2017, la prosecuzione del ripristino dei sentieri e l’ampliamento del parco giochi con una nuova attrezzatura per i bambini.


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