«Aquagranda, buco senza fine»

«No, necessaria per il turismo»

La piscina grava per tre milioni all’anno sul bilancio comunale. Galli: «Operazione fallimentare». Bormolini: «Struttura utile per Livigno»

«Aquagranda, buco senza fine» «No, necessaria per il turismo»
L’interno dell’impianto dell’Acquagranda

L’acquisto di Aquagranda costringe il Comune ad un esborso di due milioni di euro l’anno: un milione è la quota stabilita nelle tranche di pagamento, l’altro milione è il mutuo ereditato dalla vecchia proprietà. A questi si deve aggiungere un altro milione annuo di costi di gestione, che ricadono sulla spalle di Apt, che dall’inverno scorso si occupa della gestione della struttura.

«Le spese che inchiodano il bilancio comunale sono frutto di scelte non oculate - ha attaccato il capogruppo di uno dei due gruppi di minoranza “Vivi Livigno”, Valentino Galli - L’amministrazione comunale cerca di spalmare negli anni i costi di un’operazione fallimentare, cercando di aggirare il Patto di stabilità. Ancora una volta mi trovo a ribadire che Aquagranda è una struttura sovradimensionata per la realtà di Livigno».

Alle critiche dell’ex sindaco degli anni Ottanta ha risposto l’attuale primo cittadino, Damiano Bormolini: «È una struttura indispensabile per una realtà come la nostra. Lo scorso inverno, nel quale abbiamo riaperto la piscina e la parte sportiva, c’è stato un grande gradimento da parte della popolazione locale. La risposta dei turisti invece la vedremo quando sarà aperta la parte wellness».

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