Aiuti all’Ucraina
Il viaggio da Sondalo
fino in Romania

Testimonianza Il racconto di Giovanna Muscetti

Aiuti all’Ucraina Il viaggio da Sondalo fino in Romania
Il campo con le tende organizzato per ospitare i profughi

E’ tornata domenica sera dalla Romania Giovanna Muscetti, originaria di Sondalo, volontaria della associazione Pubblica Assistenza Fornacette di Pisa alla quale, nei giorni scorsi, sono stati recapitati gli otto bilici di materiale raccolto nella campagna umanitaria promossa dal comune di Sondalo e dall’associazione Insieme per vincere, una grande catena di solidarietà che ha visto coinvolti numerosi enti ed associazioni del territorio.

Scaglionati

Il primo tir, a metà della settimana scorsa, era partito con successo alla volta della città di Myslowice, in Polonia, uno dei centri ufficiali di raccolta donazioni per l’Ucraina dove i volontari avevano stretto contatti con il sindaco, Dariusz Wojtowicz, e con il referente della spedizione Karol Pawlik.

La seconda carovana di aiuti, con a bordo – o per meglio dire alla guida – Giovanna Muscetti, nel fine settimana ha raggiunto Sighetu Marmaiei, cittadina romena di confine con l’Ucraina dove le donazioni sono state consegnate alla fondazione Onlus Solomon e alla Caritas.

«Questa missione umanitaria è stata per me molto forte dal punto di vista emotivo soprattutto perché ho potuto raggiungere il confine con l’Ucraina, parlare con alcuni rifugiati e confrontarmi con coloro che i profughi li aiutano veramente con fatti concreti e non con i proclami».

Muscetti, raggiunta telefonicamente domenica nel corso della manifestazione “Insieme per il cuore” promossa da Insieme per vincere al polifunzionale di Rasin, in Valdidentro, ha raccontato parte della sua esperienza intensa, difficile – con qualche intoppo lungo il viaggio andato poi buon fine – e ha lasciato trasparire che c’è ancora tanto da fare. «Quando abbiamo iniziato la raccolta di materiale, poi sfociata in una vera e propria catena di solidarietà anche via social – ha spiegato Muscetti -, la mia idea era di portare queste donazioni sia in Polonia, dove ci sono due grandi direttrici che arrivano dall’Ucraina che sono gli ingressi principali delle autostrade (il corridoio umanitario della Valtellina ha raggiunto Myslowice ndr.), sia sul confine dell’Ucraina, dalla parte della Romania, a Sighetu Questa è una piccolissima cittadina e lì c’è un passaggio di rifugiati che arrivano dal sud dell’Ucraina e, soprattutto questo momento, anche dal nord spinti dall’avanzata dell’esercito russo».

Disertori

« La zona dove ero io – ha spiegato - è una zona poco frequentata da militari per cui lì c’è anche un fortissimo e importante passaggio di ragazzi che disattendono la legge marziale, sono considerati disertori e che sono a passare così il confine dall’Ucraina verso la Romania. Le loro mogli o le loro fidanzate hanno raggiunto la Romania nei giorni scorsi e loro cercano di muoversi di notte tra i boschi, piuttosto che nelle pianure distese della zona, con le loro macchine, per cercare di entrare in territorio romeno senza passare attraverso la dogana».

Quello dove Giovanna Muscetti ha portato gli aiuti umanitari valtellinesi è uno dei punti nevralgici dove anche nei prossimi giorni - come raccontato dagli osservatori che sono in dogana – l’esodo sarà rilevante perché la popolazione ucraina ora giunge anche da nord.

«Ad oggi, in dieci giorni, - ha sottolineato - sono transitate a Sighetu 40mila persone: la maggior parte di queste sono donne con bambini, anziane ed anziani anche se di uomini ne ho visti veramente pochi; per la maggior parte sono giovani mamme con bambini». Persone, queste, che sono scappate con poche cose, alcuni proprio solo con un sacchetto con qualche vestito, senza foto od immagini di mariti e figli e con l’incertezza nel cuore di poterli o meno rivedere in futuro. Loro, però, pensano e sperano di tornare presto nei loro paesi: «Là – ha sottolineato – la percezione è diversa rispetto a quanto ci arriva dai telegiornali: non cercano un posto per ricostruire la loro vita, per stabilirsi, ma un rifugio temporaneo». Anche per questo gli aiuti giunti in Romania sono fondamentali e la prossima settimana sono in programma altre due spedizioni.

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