Un altro medico di base in pensione. In Valchiavenna così ne mancheranno cinque

Il caso Il dottor Irrera cesserà l’attività il 31 agosto, era attivo tra Novate, Samolaco e Verceia. I suoi pazienti dovranno cercare un altro professionista, ma sono già 3500 i non assistiti

Un altro medico di base della Valchiavenna che se ne va e anche questa volta si tratta di una “colonna” della rete dei professionisti che si prendono cura della salute dei valligiani.

Va in pensione Giuseppe Irrera, da una vita medico nel fondovalle chiavennasco. Classe 1957 e laurea in medicina e chirurgia ottenuto all’Università di Pavia, Irrera ha presentato le dimissioni ad Ats Montagna e il 31 agosto, cioè tra una decina di giorni, cesserà l’attività.

Le indicazioni

Come noto i suoi assistiti non avranno possibilità di scegliere un altro medico. Attualmente il medico opera sui territori di Novate Mezzola, Samolaco, sia a Era sia a San Pietro, e Verceia. «Nonostante tutti gli sforzi compiuta da questa agenzia – ha spiegato Ats Montagna in un avviso diffuso in questi giorni – non è stato possibile, per ora, reperire un medico al quale affidare un incarico temporaneo. In attesa dell’inserimento di ulteriori medici gli assistiti del dottor Irrera dovranno effettuare l’eventuale scelta del nuovo medico a partire dal 31 agosto inviando una e-mail all’indirizzo [email protected] allegando copia della tessera sanitaria e di un documento di identità oppure recandosi all’ufficio di via Cereria a Chiavenna». Una possibilità allo stato attuale solo teorica.

Dati allarmanti

Nell’ultimo anno in valle c’è stato un vero e proprio fuggi fuggi di medici di base. Alcuni, come Irrera e Della Bitta prima di lui, hanno raggiunto l’età della pensione e hanno deciso di dire basta. Altri, invece, hanno rinunciato all’incarico per andare altrove. Da fine mese mancheranno in valle così cinque medici di base. Il conto dei valchiavennaschi non assistiti si fa in fretta. Prima delle dimissioni di Irrera erano 3500. Una carenza tamponata con la scelta prima di ampliare i massimali relativi ai pazienti dei medici disponibili, quindi di consentire a tutti gli “scoperti” di rivolgersi a qualsiasi medico dell’ambito territoriale di Chiavenna e, da alcune settimane, senza dover pagare la visita e poi richiedere il rimborso. Durante una visita chiavennasca a fine giugno il direttore generale del Welfare di Regione Lombardia Giovanni Parisi aveva annunciato novità con la nascita di un sistema sperimentale, un primo abbozzo di casa di comunità, per ovviare al problema della mancanza di professionisti che, naturalmente, non riguarda solo la Valchiavenna. La speranza è che la ripresa delle attività dopo un’estate in cui è mancata anche la guardia medica nelle località di montagna porti alcune novità positive.

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