Valanga sul Cevedale, Matteo Fornaciari morto per asfissia. Il fratello e gli amici hanno provato a salvarlo

Nessun trauma. É morto per asfissia, per essere rimasto sotto un metro e mezzo di neve per troppo tempo per poterne uscire vivo Matteo Fornaciari, 26 anni, di Assago, in provincia di Milano, travolto da una valanga provocata dal suo stesso passaggio domenica pomeriggio, a 3420 metri di quota sul Cevedale, in Valfurva.

E questo nonostante il fratello e i due amici che erano con lui, lo abbiano subito individuato tramite Artva, e, un po’ con le pale di cui erano dotati e un po’ con le mani abbiano scavato nella neve fino a raggiungerlo e ad estrarlo. Proprio nel momento in cui arrivavano in quota i tecnici del Soccorso alpino della Guardia di finanza e del Corpo nazionale del soccorso alpino di Valfurva, con un’unità cinofila, supportati dagli elicotteri di areu Sondrio ed Elilasa Bolzano.

Soccorritori che hanno preso in carico lo sfortunato scialpinista, ingegnere di formazione e di professione, praticando più volte la rianimazione cardiopolmonare. Ma, niente, Matteo non si è più ripreso gettando nello sconforto il fratello, gli amici che erano con lui e gli altri cinque che erano scesi dalla valle delle Rosole, quindi, i genitori che lo hanno saputo in serata e tutta la comunità di Assago, dove, Matteo era apprezzato per la sua serietà, per essere un ragazzo posato e studioso, e noto per il suo amore per lo sci, o scialpinismo, il kayak, la canoa, e le moto.

Vasto il cordoglio espresso anche dal Comune di Assago attraverso la propria pagina Facebook, mentre, a Sondalo, ad attendere la salma del figlio c’era il papà, Mario, con lo zio, che lo hanno potuto scortare subito fino a casa perché il sostituto procuratore Daniele Carli Ballola non ha ritenuto di dover procedere ad autopsia dopo l’esame necroscopico effettuato dal medico Antonino Gallucci.

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