Non solo influenza. Tra i bambini casi di miosite. «Non è grave, ma famiglie spaventate»

Sanità La malattia provoca forti dolori ai polpacci. L’esperto: «È una complicanza che si cura in ospedale»

Ressa negli ambulatori pediatrici della nostra provincia a causa di un’epidemia di streptococco che non vuole mollare la presa, dando tormento ai più piccoli, unitamente a un ritorno di scarlattina. Ma a preoccupare ancor più i genitori è la comparsa di diversi casi di miosite, che costringono i piccoli al ricovero ospedaliero.

Che cosa è

«Si tratta di una patologia nota e conosciuta in ambiente medico, mentre per i genitori non lo è, per cui si spaventano tantissimo alla comparsa dei primi sintomi - osserva Emilio Palumbo, responsabile della Patologia neonatale e del nido di Asst Valtellina e Alto Lario - che consistono in un dolore forte ad entrambi i polpacci, tanto da non permettere ai bambini di mantenersi in posizione eretta. Cosa che induce i genitori ad ipotizzare problemi neurologici, che invece nulla hanno a che vedere con questa patologia. Perché nel 99% dei casi è post infettiva e legata ad infezioni su base virale. Una complicanza della semplice influenza che, infatti, abbiamo riscontrato presente in tutti i bambini ospedalizzati».

Che quest’anno sono stati molti di più rispetto allo storico della Pediatria di Sondrio, ma anche delle Pediatrie nel resto Italia. «L’incremento dei casi è stato considerevole - conferma Emilio Palumbo - tenuto conto che storicamente a Sondrio, trattiamo un caso di miosite all’anno, massimo due, mentre durante questa stagione, dall’ottobre dello scorso anno ad oggi, abbiamo già ricoverato otto bambini fra i tre ed i nove anni, maschi e femmine. Può sembrare un numero tutto sommato contenuto, invece si tratta di un grosso incremento dal punto di vista epidemiologico».

Da che cosa è dovuto? «Sia al calo delle difese immunitarie nei più piccoli, dopo due anni di scarsi rapporti con i virus per via delle protezioni come le mascherine e i lockdown, sia al fatto che l’aumento delle infezioni virali registrato quest’anno, che comporta anche un aumento delle loro complicanze».

Un gatto che si morde la coda, quindi, anche se rispetto alla miosite lo specialista tiene a tranquillizzare i genitori: «É una forma benigna e di norma si risolve nel giro di cinque giorni- assicura -. L’esordio prevede la febbre per due o tre giorni, associata a raffreddore o mal di gola. Poi questi sintomi scompaiono e proprio quando i genitori pensano che la malattia influenzale sia superata, ecco che improvvisamente insorge questo dolore ad entrambi i polpacci, un’infiammazione che è molto forte. E che trattiamo in ospedale con antinfiammatori - ibuprofene, in particolare - e con l’idratazione. Non servono antibiotici. Comunque è sempre fondamentale che il bambino beva molta acqua».

Altre patologie

In questi giorni, in Pediatria a Sondrio, non ci sono bimbi ricoverati per miosite - l’ultimo caso risale alla settimana scorsa - e non c’è neppure quella ressa incredibile che si era generata nel mese di febbraio fino all’inizio di marzo. «In quelle settimane abbiamo avuto un picco di attività, terribile - spiega il dottor Palumbo -, ma, ora, siamo più tranquilli».

Non così i pediatri di libera scelta, che venerdì mattina, non hanno potuto trattenersi al telefono perché avevano la fila in ambulatorio, sia Carmen Pangrazzi in servizio a Grosotto, sia Nella Mezzabotta in servizio a Sondrio. Sono infatti frequenti le infezioni da streptococco che stanno stremando bimbi e genitori, così come i casi di scarlattina.

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