Costi insostenibili, altre case di riposo
aumentano le rette

Il puntoAldo Fistolera, presidente dell’Uneba . «Chi non ha ancora ritoccato le tariffe lo farà ora. E per fortuna ci sono stati gli aiuti pubblici»

L’ultimo comitato provinciale di Uneba Sondrio, l’Unione nazionale delle istituzioni ed iniziative di assistenza sociale, che associa in provincia tredici fra le più grosse Rsa, si è tenuto a Teglio pochi giorni fa, alla presenza anche di Massimo Sertori, assessore regionale alla Montagna, e di Elio Moretti, presidente della Provincia, dai quali sono giunte rassicurazioni circa il mantenimento, anche negli anni a venire, sia dei rimborsi per i costi dell’energia elettrica sia dei contributi per la formazione di nuovi Asa, Ausiliari socio assistenziali.

Variazioni

Tuttavia, il mondo delle Rsa resta in fermento, perché «anche se le attenzioni riposte nei nostri riguardi dalla Regione e dalla Provincia e le rassicurazioni giunte sono molto importanti - dice Aldo Fistolera, presidente di Uneba Sondrio e della Rsa di Delebio - per le case di riposo il momento resta molto difficile. I problemi sono noti, fra mancanza di personale e aumento dei costi delle materie prime, energetici e per il riscaldamento, per coprire i quali tutti noi stiamo facendo appello ai contributi regionali e provinciali, a quelli comunali per chi li ha oppure ai lasciti di privati. Tuttavia, non saranno pochi coloro che dovranno aumentare le rette da gennaio».

La Rsa di Delebio e quella di Chiavenna avevano già provveduto a ritocchi delle rette la scorsa estate, mentre buona parte delle altre Rsa li aveva effettuati nel maggio scorso, a copertura dei maggiori costi sopportati per il Covid. Ora ad alzare le rette, saranno anche quelle Rsa che erano riuscite a reggere stoicamente all’ondata di maggiori costi.

Fra queste ci sono la Rsa Città di Tirano, che ha 100 ospiti nei posti contrattualizzati e 16 nei paganti, la Rsa Costante Patrizi di Ponte in Valtellina (61 ospiti), la Rsa San Benigno di Berbenno (80 ospiti contrattualizzati e un pagante) e la Rsa di Talamona (44 posti letto accreditati). Per ora non rivedrà la retta al rialzo, invece, la Rsa “Bellavista” di Sondalo (51 ospiti), l’unica con Bormio a non aver variato la retta negli ultimi anni, nonostante il Covid e i rincari.

Scelte diverse

«Non è detto che il prossimo anno, non si debba provvedere in tal senso - osserva tuttavia Pietro Del Simone, presidente della Rsa sondalina - perché la situazione è difficile per tutti. Bene la conferma dei contributi regionali e provinciali su energia e corsi di formazione, perché diversamente, soprattutto rispetto ai costi energetici, saremmo andati tutti in grave default. Però continuiamo a viaggiare sulla lama del rasoio. Per ora noi non aumenteremo la retta ed abbiamo attivato anche qualche posto letto in più, dei dieci di nuovo accreditamento al quarto piano, però con massima attenzione al prosieguo dell’attività».

Sondalo è fra quelle Rsa che, in provincia, hanno una retta minima giornaliera sotto i 50 euro (49,32 per la precisione), e lo stesso dicasi per Ponte in Valtellina (46,03) destinata però ad aumentare. «Abbiamo oggi il consiglio di amministrazione - dice il direttore Claudio Tagliapietra, che dirige anche Villa del Sorriso di Bormio - e sicuramente, andremo al ritocco della retta mensile con un aumento minimo di 50 euro. Che potrebbe essere anche di più, però valuteremo insieme. Nonostante le rassicurazioni fornite, sono troppe le incertezze che non ci permettono più di tenere ferma la retta. Che, al momento invece a Bormio, resta a 49,32 euro al giorno».

Aumento già deciso nel cda di mercoledì, invece, alla San Benigno di Berbenno, dove si è passati da 55,89 a 57,86 euro al giorno di minima (1.760 euro al mese), così come è certo l’aumento alla “Fondazione Città di Tirano”, da stabilire però nel cda del 30 dicembre prossimo.

«Siamo fermi a 1.550 euro di retta minima da quattro anni e non possiamo più permettercelo - assicura Giampaolo Muzio, direttore della struttura -, perché troppo alti sono i costi. Non posso sbilanciarmi sull’entità dell’aumento, ma, ci sarà, inevitabilmente».

Così come è previsto a Talamona.

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