Via crucis pro Ucraina
Al posto delle stazioni
le città martoriate

MontagnaUn’idea del parroco don Battista Rinaldi la preghiera per la Passione associata alla guerra Momenti molto toccanti di silenzio e raccoglimento

Via crucis pro Ucraina Al posto delle stazioni le città martoriate
Tanti giovani alla via crucis per l’Ucraina a Montagna
(Foto di foto gianatti)

Pregando per Kiev, Mariupol e Leopoli. Le città ucraine martoriate della guerra sono diventate tre stazioni della Via Crucis, che venerdì pomeriggio alle 17 si è tenuta a Montagna e alla quale hanno partecipato oltre 120 persone, con tanti bambini e ragazzi.

Gli educatori

È stato il primo di quattro di appuntamenti quaresimali - ogni venerdì alle 17 ci sarà la Via Crucis -, su iniziativa della parrocchia e di don Battista Rinaldi, con la piena condivisione e partecipazione del gruppo dei catechisti.

Un momento breve, ma molto intenso, quello vissuto dai fedeli, giovani e meno giovani. In religioso silenzio sono partiti dall’inizio del Risc di mort - un vicolo caratteristico in acciottolato - incamminandosi verso la chiesa parrocchiale di San Giorgio. Molti i giovani con in mano la bandiera giallo-azzurra dell’Ucraina, su invito dei catechisti: «L’obiettivo di questo momento di preghiera e raccoglimento in Quaresima - spiegano gli educatori che seguono i giovani che frquentano i due oratori del paese - è quello di coinvolgere i bambini e i ragazzi che frequentano i gruppi parrocchiali, ma ovviamente può partecipare chiunque».

Volutamente sono stati scelti percorsi brevi nella Via Crucis di quest’anno «con una modalità come dire inusuale, non tradizionale - proseguono i catechisti -. Ad esempio nel primo venerdì abbiamo scelto tre città colpite dai bombardamenti durante la guerra in Ucraina, come la capitale Kiev, insieme a Mariupol e Leopoli per altrettante stazioni - spiegano -. In ognuna sono state ricordate le persone di questi centri pesantemente martoriati. I bambini hanno anche portato le bandiere ucraine come gesto di vicinanza, tenendo conto - sottolineano - che anche nella nostra comunità ci sono delle persone che arrivano da quelle terre», ora terreno di battaglie.

Una modalità, che, a detta di chi ha voluto partecipare in prima persona, è stata molto apprezzata e gradita. E l’alto numero dei presenti - «all’incirca 120 persone» - l’ha ulteriormente testimoniato.

Ragazzi colpiti

«Un’iniziativa davvero bella - il commento raccolto tra i presenti -, perché è un momento di preghiera forte e è anche stato un momento di solidarietà tra le persone della comunità parrocchiale, utile a stemperare in maniera collettiva la preoccupazione ». Preoccupazioni dettate da un periodo ancora contrastato da una pandemia, cui ha fatto seguito una guerra dagli esiti incerti, ma che sta causando tra i civili ucraini, centinaia di vittime, tra donne e bambini.

«Questa Via Crucis - un altro commento - mi ha proprio toccato. . Guardando i volti dei tanti ragazzi presenti ho capito che è stato un momento bello anche per loro».

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