«Venite a fare i tamponi

solo con sintomi»

Emergenza Code a intermittenza al “drive through” del centro prelievi. L’infermiera: «Troppa gente che sta bene»

«Venite a fare i tamponi solo con sintomi»
Super lavoro per i tamponi al “drive through”

Non si parla di attese di ore come accade nei “punti tampone” metropolitani, questo no, ma la coda, ieri mattina, era assicurata anche al “drive through” di Sondrio, situato nel piazzale retrostante il Centro prelievi.

Un flusso ad ondate intermittente, per fortuna, perché quanto meno in questo modo non si crea una colonna fissa di auto che ingombrano le strade adiacenti, ma, è un fatto, che il lavoro è massacrante. E la tensione, anche ieri, soprattutto fra gli operatori, si sentiva tutta.

Si genera confusione

«C’è troppo, troppo, e, soprattutto, arriva di tutto, e non va bene - ci ha detto l’infermiera addetta ai prelievi -, perché in questo modo si rischia di non poter controllare le persone veramente sintomatiche. Vi prego, dite, per favore, attraverso il giornale, che ci si può rivolgere ai “drive through” come questo solo se si presentano sintomi simil Covid e se c’è la prenotazione del medico curante. Non si può venire così, alla spicciolata, diversamente dobbiamo mandare indietro le persone. Allo stesso modo, vengono al “drive through” i contatti di caso positivi indirizzati, qui, dall’Ats della Montagna che effettua la sorveglianza, mentre, ora, arrivano persone che temono di avere contratto il virus per cui vogliono controllarsi. Queste persone devono rivolgersi altrove, alla farmacia, e, semmai, al loro medico».

Ovviamente, ai “drive through” accedono tantissime persone che devono controllare la loro positività dopo il periodo di sorveglianza e di quarantena ed è quello che è accaduto, per lo più, ieri, a Sondrio, proprio mentre transitavamo in zona.

«Sono qui con mio nipote - dice un sondriese che ha fatto la quarantena dopo un focolaio scoppiato a scuola, alla prima Media Ligari. Deve fare il tampone di controllo, di prassi. Per ora, nonostante tutto, è andata bene e speriamo che anche questo tampone sia negativo».

Innumerevoli, del resto, le classi dell’Infanzia, delle Elementari e delle Medie di tutta la provincia in quarantena o in sorveglianza per Covid. Impossibile tenerne il conto, salvo aggiungere, al novero, la chiusura dell’asilo di Montagna e la sorveglianza per quattro classi delle Primarie del posto.

Ma anche gli studenti universitari, purtroppo, non sfuggono al problema.

«Ho accompagnato mio figlio a fare il tampone - dice un altro sondriese - perché è rientrato dall’Università per Natale e non si è sentito bene. Abbiamo fatto il tampone rapido a Natale ed è risultato positivo, per cui urge il controllo. Siamo tutti in isolamento, anche se, io, ad esempio, sono risultato negativo. Stiamo abbastanza bene, per fortuna, però, la situazione non è il massimo».

Preoccupati e non

Stanca, alla guida della sua auto, anche una donna di Ponte in Valtellina, reduce da 10 giorni di isolamento totale, perché, lei, già vive sola, e questa situazione l’ha, ulteriormente, provata.

«Sono vaccinata con due dosi, ma, il Covid, l’ho preso lo stesso - dice -. Penso che l’abbia preso, forse, dal nipotino che ho curato, in quanto aveva un poco di tosse, perché, dopo 4-5 giorni, mi è uscito il problema. Non sintomi forti, quello no. Un po’ di febbre, sinusite, cose così, però, mi sento stanca, anche perché affrontare tutto da soli, in casa, è pesante».

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