Vandali nell’Orto della memoria. E vergognose scritte razziste

Sondrio Raid nello spazio attrezzato alla scuola primaria Paini Le insegnanti: «Episodio che fa male». Insulti a un ragazzo immigrato

Le stelle di David messe per ricordare le vittime dell’odio razziale staccate e gettate a terra, rovinate, così come i vasi - dedicati ai bambini di Sondrio inviati allo sterminio - e le piante. E poi scritte razziste e incredibilmente offensive, rivolte anche a un alunno straniero arrivato quest’anno a scuola.

È grave quanto accaduto, probabilmente nella notte tra giovedì e venerdì, alla scuola primria Paini di Sondrio, che fa parte dell’Istituto comprensivo Paesi retici. Qualcuno ha vandalizzato “L’orto della memoria”, inaugurato a giugno dello scorso anno con l’obiettivo di ricordare i bambini che vissero l’orrore dei campi di sterminio.E proprio per il suo significato, gli atti vandalici, per di più a carattere razzista, fanno ancor più male.

Incredulità

«Una sorpresa a dir poco spiacevole – commenta la dirigente scolastica dell’Istituto Paesi retici, Maria Rita Carmenini – un episodio che fa davvero male. Sono state le insegnanti, questa mattina (ieri per chi legge, nda.) a trovare l’orto sottosopra, I vasi ribaltati, le piante distrutte, le “stelle di David” gettate a terra, e pure scritte terribili, razziste e offensive, rivolte anche a un bambino straniero che frequenta la scuola. La maestra che si occupa di questo bel progetto, Maria Grazia Carrara, mi ha appena avvisato, sto andando a vedere con i miei occhi. Non sappiamo quando sia successo con precisione, e non abbiamo idea di chi possa essere stato. Chi può fare una cosa del genere e perché? Ovviamente abbiamo presentato denuncia».

A scuola ieri mattina sono intervenuti gli agenti della Polizia locale, che hanno scattato foto ed effettuato rilievi per cercare di individuare l’autore o, più probabilmente, gli autori del raid vandalico e razzista.

Un atto mirato, senza dubbio: si è preso di mira un luogo intitolato alle vittime dell’Olocausto e realizzato proprio per far rimanere nella memoria collettiva un periodo caratterizzato dall’odio razziale, e lo si è fatto proprio puntando sullo stesso odio, calpestando, letteralmente, il lavoro degli alunni e il messaggio che hanno voluto dare con questo progetto e lasciando, al suo posto, un vergognoso messaggio razzista. Inaccettabile a prescindere, e ancor più vergognoso perché indirizzato ad un bambino.

Tra le foto scattate dagli agenti della Polizia locale, che ora indagano sull’accaduto, anche immagini di impronte di scarpe lasciate dai vandali. Impronte che, per la misura, non possono certo appartenere a dei bambini, forse a ragazzi più grandi. Che hanno profanato un luogo simbolo.

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