ValtellinaWine tra il lunga una settimana
«Si può realizzare»

Il futuro Dopo il successo con tremila partecipanti. L’organizzatore Bertini: «Il comitato è d’accordo. Passo dopo passo si potrà arricchire l’evento»

ValtellinaWine tra il lunga una settimana «Si può realizzare»
La caratteristica principale del Valtellina Wine Trail, il passaggio nelle cantine
(Foto di gianatti)

Parlare di edizione da record ormai è quasi superfluo: di anno in anno, i numeri della Valtellina Wine Trail crescono sempre di più, a riprova di quanto la manifestazione sia stimata non soltanto nel nostro Paese, ma anche nel resto del mondo.

Il futuro

E si guarda avanti. Ieri, su queste colonne, il sindaco Marco Scaramellini ha rivelato un sogno, ossia quello di avere la Wine Trail lunga una settimana intera. «Sarebbe un risultato bellissimo e tutto il comitato organizzatore è d’accordo - dice Simone Bertini, da alcuni mesi a capo del comitato organizzatore dell’evento e campione, a sua volta, di gare in tutta Italia - A nostro avviso, passo dopo passo, si potrà realizzare, arricchendo l’evento con serate a tema e approfondimenti culturali per tenere vivo il villaggio per più giorni».

Intanto ci si gode il presente: «Anche stavolta archiviamo un’edizione, la nona, di grandissimo successo, che ha visto in gara oltre tremila atleti provenienti da 32 nazioni differenti. Cifre davvero importanti» delle quali Bertini non può che essere fiero. «Questo successo - spiega - non è frutto soltanto di una edizione, ma è il risultato dell’impegno di chi da anni ha creduto nella manifestazione».

Dopo lo stop nel 2020 imposto dal Covid e il ritorno dello scorso anno ancora all’insegna della prudenza, la Wine Trail 2022 ha rappresentato definitivamente la ripresa ai livelli pre-pandemia.

Ecco perché, nonostante mille difficoltà, «vedere che ogni anno si cresce sempre di più è per noi uno stimolo prezioso per fare meglio e andare avanti. Quindi un grazie davvero di cuore a chi in questi anni ha sempre valorizzato il nostro progetto». A partire, naturalmente, dagli sponsor: sono tanti, sono «fondamentali per avere le risorse necessarie per realizzare il tutto», come spiega sempre Bertini.

Se è vero che “chi ben comincia è già a metà dell’opera”, il nuovo presidente può ritenersi più che fortunato. «Non potevo sperare in un avvio migliore, sono sincero. Il risultato, tuttavia, deriva unicamente dagli sforzi che si fanno insieme e l’amicizia che c’è tra di noi è fondamentale». Il grazie va, dunque, a chi lavora dietro le quinte, a partire da Marco De Gasperi, l’ideatore della Wine Trail, Michele Rigamonti ed Emanuele Manzi, tutti e quattro – Bertini, appunto, compreso – grandi appassionati di corsa in montagna.

Complessità

Quasi superfluo sottolineare la grande complessità di una macchina organizzativa a questi livelli. «Già, è molto impegnativo perché i dettagli da prendere in considerazione sono veramente tanti: ciò che si vede all’esterno è il risultato di un lavoro di squadra importantissimo. E per fare ciò indispensabile è il coordinamento degli oltre quattrocento volontari, a cui va tutta la nostra gratitudine, che hanno garantito la buona riuscita della gara».

La lista dei collaboratori è lunga e parte dagli studenti dell’Agrario che hanno dato una grossa mano. Senza dimenticare nemmeno gli Alpini, la Protezione civile e la Croce Rossa. «Un grazie anche alle Forze dell’ordine e ai Comuni che hanno collaborato con noi: la gara riesce davvero a unire tantissima gente».

E ora? «Chi si ferma è perduto!», scherza Bertini. «Già oggi (ieri per chi legge, nda), mentre smontavamo la struttura abbiamo iniziato a pensare al 2023: siamo al lavoro tutto l’anno, senza mai fermarci».

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