Vaccini, obbligo per 400 bambini

Il decreto deve ancora essere pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, ma intanto Regioni e Aziende socio sanitarie si muovono per cercare di non arrivare impreparate a settembre.

Vaccini, obbligo per 400 bambini

Le nuove vaccinazioni introdotte la settimana scorsa dal Consiglio dei ministri come obbligatorie per l’accesso ad asili nidi e scuole dell’infanzia - e che se non fatte costeranno multe salate ai genitori degli alunni delle scuole dell’obbligo - continuano a far discutere.

In attesa di capire esattamente le modalità operative da attuare - il ministro Lorenzin ha promesso un vademecum -, sono i numeri a preoccupare. Troppo alti per consentire di arrivare preparati all’inizio delle attività, per di più anticipate per i piccoli di nidi e asili, considerando soprattutto che di mezzo ci sono i mesi estivi.

Nei giorni scorsi anche in provincia di Sondrio è stata fatta una prima ricognizione. Rosella Petrali, direttore socio sanitario dell’Azienda socio sanitaria territoriale di Valtellina e Alto Lario, e Lorella Cecconami, direttore sanitario dell’Agenzia di tutela della salute della montagna, hanno effettuato una stima congiunta, di massima, dei bambini da 0 a 5 anni, che, sul territorio della Asst di Valtellina e Alto Lario - esclusa dunque la Valcamonica che pure rientra nel territorio di competenza dell’Ast -, sarebbero da vaccinare entro il primo settembre in base all’obbligo introdotto dal decreto Lorenzin.

Si tratta di circa 400 bambini, dato calcolato in base al grado di “scopertura” vaccinale media che si riscontra sul nostro territorio e che è pari al 5%. Il grado di copertura media è, infatti, del 95% (lo scorso anno soltanto la prima dose del siero per morbillo, parotite e rosolia è rimasta al 94%). Numeri che non riguardano la profilassi contro il meningococco B e C (anche queste diventate obbligatorie) le cui vaccinazioni - su richiesta - restano ancora da evadere.

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